Medici di famiglia, lo si è solo se c’è “fiducia”

Medici di famiglia, lo si è solo se c’è “fiducia”

Medici di famiglia, lo si è solo se c’è “fiducia”

Gentile Direttore,
le invio alcune considerazioni in ordine sparso, stimolato dalla lettera del giovane collega Bellacicco sul tema dipendenza o convenzionamento per il Medico di Medicina Generale. A mio parere non è l'inquadramento giuridico che fa del Medico di Medicina Generale un Medico di Famiglia nel senso letterale e sostanziale del termine, ma solo il rapporto di fiducia, che si instaura con il paziente,per libera scelta di quest'ultimo e che si mantiene e rafforza con l'attività professionale:è questo rapporto che va difeso e tutelato.
 
Rientra poi nella logica delle cose che la parte pubblica aneli ad avere un Medico di Medicina Generale con i (pochi) diritti dei medici convenzionati e con i (tanti)doveri dei medici dipendenti. Spetterebbe alle Organizzazioni Sindacali il compito di difendere e tutelare nelle sedi opportune la categoria,adattando le norme alla realtà dei tempi in cui viviamo.
 
Non dimentichiamo poi che la realtà della Medicina Generale in Italia è ancora molto variegata , a macchia di leopardo ,anche in termini di efficienza e organizzazione,senza tralasciare il differente ruolo del Medico nelle realtà rurali rispetto a quelle urbane.
 
In tempi di epidemia Covid ci siamo resi un po' tutti conto di quanto sia fondamentale la medicina territoriale : questo presupporrebbe investimenti concreti e una progettualità seria e non di facciata.
 
Il primo e più importante atto da fare ,a mio parere ,prima di pensare a modificare lo status giuridico del Medico di Famiglia ,sarebbe quello di investire considerevoli risorse nella Scuola di Formazione in Medicina Generale,quella che crea le nuove leve,una scuola della durata di tre anni, un teorico fiore all'occhiello per la categoria,la base del suo futuro.
 
Al momento però sono attivi ,e volgono al termine,solo il secondo e il terzo anno di corso. Il primo anno ,triennio 2019-2022,il cui concorso si è svolto in ritardo a gennaio 2020,non è ancora iniziato,causa pandemia Covid,anche se nessuna norma di blocco esplicita è mai stata emanata. Alcune voci ne darebbero per certo l'inizio a fine settembre,speriamo…
 
Voglio auspicare che almeno il termine per la domanda delle graduatorie regionali ,che è il 15 settembre, molto importante per questi giovani,ancora in attesa di iniziare il loro primo anno di corso, sia almeno spostato ad una data congrua per non creare ulteriori danni al loro futuro professionale. Dire che ovviamente nulla si sa del bando per il triennio 2020-23, già in ritardo , è cosa scontata in questo contesto.
 
Insomma c'è molto da fare per la categoria ,a partire dai giovani, i futuri medici di Medicina Generale,e ritengo che non sia l'inquadramento giuridico attuale il problema dei problemi.
 
Antonio Galli
Medico di Medicina Generale
S.Miniato(Pisa)

 

Antonio Galli

22 Luglio 2020

© Riproduzione riservata

Perché serve l’assistente patologo per salvare diagnosi e sicurezza delle cure
Perché serve l’assistente patologo per salvare diagnosi e sicurezza delle cure

Gentile direttore,nel corridoio silenzioso di un laboratorio di anatomia patologica, il tempo sembra sospeso. Le cassette si accumulano, i campioni arrivano senza tregua, le richieste si moltiplicano. E mentre tutto...

La collaborazione in Ps non limita l’autonomia: migliora le decisioni e gli esiti dei pazienti
La collaborazione in Ps non limita l’autonomia: migliora le decisioni e gli esiti dei pazienti

Gentile Direttore, la lettera della Simeu, pubblicata su Quotidiano Sanità, richiama alcune riflessioni sulla presenza dell'internista/geriatra nei PS. La posizione espressa evidenzia l'esigenza di evitare derive burocratiche e di preservare...

Collaborare non fa rima con burocrazia
Collaborare non fa rima con burocrazia

Gentile Direttore, abbiamo letto con attenzione la replica della SIMEU sul modello ligure di gestione dei ricoveri urgenti e del boarding.  Ne condividiamo il tono e lo spirito laddove richiama...

Il falso mito dei tetti di spesa: in Sardegna investire nel personale significa ridurre costi, precariato e gettonisti
Il falso mito dei tetti di spesa: in Sardegna investire nel personale significa ridurre costi, precariato e gettonisti

Gentile Direttore,il recente intervento del presidente CIMO-FESMED Guido Quici, che ha richiamato l’attenzione sul rapporto diretto tra carenza di personale, riduzione dell’offerta sanitaria e aumento delle liste d’attesa, coglie uno...