Mmg: non sarà che il meglio è nemico del bene?

Mmg: non sarà che il meglio è nemico del bene?

Mmg: non sarà che il meglio è nemico del bene?

Gentile Direttore,
leggo su QS del 14/07/23 un articolo a firma dei dottori Polillo e Proia riguardante le “vexatae quaestiones” della specializzazione in Medicina di Famiglia (o Medicina Generale) e del rapporto di lavoro dei MMG, che i suddetti vorrebbero di dipendenza e sui quali esortano il Ministro della Salute a “scontentare qualcuno ma accontentare molti”.

C’è quindi da capire chi sia “qualcuno” e chi siano i “molti”.

Posto che un Servizio Sanitario Nazionale ha ad oggetto la tutela della salute dei cittadini, è evidente che la popolazione maggioritaria è costituita dai cittadini stessi e non da chi a vario titolo vuol prendersene cura, per cui se tale impostazione è da ritenersi corretta si deduce che in maggioranza i primi si riterrebbero “accontentati”, non volendo assolutamente pensare che si sia imbastito un ragionamento riservato ad elite professionali.

Poiché da numerosi sondaggi effettuati fino ad oggi è emerso un ottimo grado di soddisfazione dell’utenza nei confronti dei Medici di Medicina Generale, come noto attualmente operanti in regime di Convenzione, c’è quindi da chiedersi se i succitati Autori siano in possesso di dati che, con rigorosa metodica statistica, dimostrino che i cittadini sarebbero ancora più soddisfatti se i loro Medici Curanti fossero dipendenti.

L’ipotesi di una “norma transitoria”, con sostanziale previsione di una sorta di “ruolo ad esaurimento” per i MMG che non volessero passare a dipendenza, sembra infatti una ciambella di salvataggio per coloro tra essi che riguardo al proprio status non desidererebbero variazioni in attesa dell’agognata pensione, oggi in gran numero data l’età media di questi professionisti, ma non appare tenere in alcun conto il gradimento degli “utilizzatori finali” del servizio…sarebbe infatti espressione di una sorta di “concessione” a Colleghi che evidentemente si ritiene siano arroccati in una strenua difesa dei loro (privilegi? Interessi? poteri?), un vero e proprio “mantra in background” di molti fautori della dipendenza che si meravigliano della diffidenza verso tale cambiamento di tipologia contrattuale, e non vi trovano altra plausibile spiegazione, forse perché non riescono a concepire che qualcuno ragioni in prospettiva ed al di fuori del proprio orticello piuttosto che chiudersi dinanzi alle esigenze della società e ragionare di massimi sistemi in confortevoli torri eburnee.

Società che soprattutto oggi non è costituita in modo maggioritario da individui che potrebbero permettersi la “mutua integrativa” o “sostitutiva” di esigenze che continuerebbero a sussistere (non è abrogando con un tratto di penna il rapporto fiduciario attuale, e cambiandolo con un’ advocacy di sistema piuttosto che personale, che l’esigenza finisce…), ma di persone e famiglie che stentano ad arrivare alla fine del mese e che vedo tranquillamente ignorate nei teoremi che stucchevolmente rimbalzano…

Sulla questione della specializzazione mi sono già espresso e non amo ripetermi, se non costretto; osservo solo, in quest’occasione, che istituire una Scuola la quale, UNICA tra tutte, verrebbe condotta da professionisti di altre discipline costituirebbe la sottoscrizione definitiva che la Medicina di Famiglia è in realtà una Cenerentola rispetto alle altre branche del sapere accademico, accettabile in via ipotetica solo se tale principio si estendesse simultaneamente a tutte le altre Specialità e quindi potessimo vedere da subito oculisti dirigere Scuole di Radiologia, ginecologi Scuole di Odontostomatologia, igienisti Scuole di Chirurgia Toracica, ecc. ecc.

Se quindi tale anomalia continuasse a sussistere, quale il vantaggio rispetto al Triennio attuale?

Francesco Buono
MMG
Roma

14 Luglio 2023

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