Mmg sempre più sommersi dalla burocrazia

Mmg sempre più sommersi dalla burocrazia

Mmg sempre più sommersi dalla burocrazia

Gentile direttore,
negli ultimi mesi del 2022 e ancora a tutt’oggi stiamo assistendo ad un progressivo ulteriore aumento dei carichi di lavoro burocratici per i medici di medicina generale. Si pensi che ciascun medico quotidianamente deve confrontarsi con circa 5 piattaforme informatiche sia del SSN che del SSR le quali spesso non dialogano tra loro e quindi il medico si sostituisce ad un tecnico informatico anche per trasferire i dati su diverse piattaforme.

Molti di questi adempimenti,per legge,devono essere svolti obbligatoriamente dal medico con le proprie credenziali e non possono essere delegati a segretarie e/o collaboratori.

Senza entrare ulteriormente nel dettaglio delle pratiche burocratiche quotidiane e del tempo prezioso tolto dalla normale attivita’ clinica dell’ambulatorio,il rammarico e’ che la pandemia covid non ha insegnato nulla.

I medici del territorio dovrebbero essere maggiormente liberati dalla burocrazia per dare loro un tempo maggiore da dedicare agli screening,alle visiti domiciliari per la gestione delle cronicita’ ecc. ,invece si va in controtendenza.Un medico di medicina generale lavora quotidianamente per 12 ore al giorno tra adempimenti amministrativi,ambulatorio,visite domiciliari,reperibilita’ telefonica ecc.e purtroppo in alcune circostanze e’ anche costretto a redigere i certificati di malattia su sistema ts con prognosi rilasciata in forma cartacea da altri colleghi dopo aver rivisitato il paziente .

Molti colleghi per questi enormi carichi di lavoro lasciano la professione non a 72 anni ma molto tempo prima appena raggiungono i requisiti minimi.

Molti giovani colleghi per questi motivi si allontanano dalla medicina generale

E’ di pochi giorni fa la notizia che 100 medici titolari di medicina generale delle tre Asl Napoletane hanno incontrato tutti insieme il Presidente Omceo di Napoli chiedendo di essere aiutati ricordando ai colleghi ospedalieri e specialisti ambulatoriali interni,ma anche ai medici specialisti privati che e’ loro compito la trasmissione tramite sistema ts del certificato di malattia.

E’ necessario che ciascun medico faccia la sua parte in modo da decongestionare gli studi dei medici di medicina generale al piu’ presto possibile poiche’ e’ fondamentale per il potenziamento del territorio.

Ernesto Esposito
Medico di medicina generale Asl Napoli 1 centro
Segretario Smi Napoli

03 Marzo 2023

© Riproduzione riservata

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...