No all’assistente materna, sì a stanziamenti per l’istituzione del Ssn dell’ostetrica di famiglia/comunità

No all’assistente materna, sì a stanziamenti per l’istituzione del Ssn dell’ostetrica di famiglia/comunità

No all’assistente materna, sì a stanziamenti per l’istituzione del Ssn dell’ostetrica di famiglia/comunità

Gentile Direttore,
in questi giorni su diversi organi di stampa e reti televisive è stata divulgata la notizia che nella nota di aggiornamento al documento di economia e finanza (NADEF) sia previsto uno stanziamento per il 2024 compreso tra 100 ed i 150 milioni di euro per l’istituzione di una nuova figura non sanitaria “l’assistente materna” con il compito di “accompagnare le madri nei primi sei mesi di vita dei neonati. L’idea è quella di un rapporto personale diretto tra la professionista e la madre: non solo videochiamate e telefonate, ma anche assistenza a domicilio”.

Syrio, società scientifica rappresentata da ostetriche italiane, sostiene che se le fonti della nota diramata sono attendibili, c’è davvero di cui preoccuparsi perché le nuove stime finanziarie dovrebbero essere destinate all’assunzione di professionisti della salute già regolamentati. Questo sia per colmare la grave carenza di personale dei servizi già in essere del percorso nascita, sia per l’attuazione della riorganizzazione delle attività assistenziali territoriali / domiciliari dell’area materno infantile come previsto anche nel DM 77/22.

La notizia è arrivata quando, proprio in questi giorni le Federazioni delle professioni sanitarie e socio-sanitarie – organi sussidiari dello Stato – hanno incontrato il Presidente Mattarella al Quirinale per presentare le diverse criticità che derivano dalla grave carenza di personale sanitario e che, in assenza di provvedimenti, rischiano l’attuazione dello stesso articolo 32 della Costituzione (articolo QS). Dalle notizie dei media si sono apprese anche le dichiarazioni del Ministro della salute Squillaci sulla prossima Legge di bilancio e del suo impegno a provvedere al reperimento di apposite e adeguate risorse per finanziare ulteriori incentivi per il personale sanitario.

La proposta di istituzione di questa nuova figura non tiene conto delle competenze, dei ruoli e delle funzioni attribuite dallo stato italiano al profilo professionale dell’ostetrica e dei meccanismi di vigilanza e di controllo a cui la professione è sottoposta da parte del ministero della salute e dell’università.

Il provvedimento se da un lato indica l’interesse del Governo a dare supporto domiciliare alle neomamme nei primi mesi di vita del bambino (di cui da anni le società scientifiche e l’organizzazione mondiale della sanita ne hanno sottolineato l’importanza), dall’altro, l’istituzione di questa figura rappresenta una risposta non appropriata ai bisogni di salute bio-psico-sociale delle mamme, dei bambini e delle famiglie i cui dati epidemiologici e sociodemografici dell’attuale momento lasciano intravedere, al contempo, un aumento della complessità assistenziale nonché la necessità di prestazioni sempre più qualificate, integrate e multidisciplinari.

Precedenti dispositivi degli anni ’70 ed in particolare il P.O.M.I – D.M. del 24/4/2000-, avevano già ben tracciato le attività territoriali relative all’assistenza al post partum domiciliare. Purtroppo in questi ultimi trent’anni non sono stati erogati stanziamenti ad hoc per realizzarle, con grandi ricadute nel periodo della pandemia da Covid che ha comportato un’ulteriore restrizione dei servizi consultoriali e la cooptazione del personale ostetrico del territorio verso le strutture ospedaliere.

SYRIO si associa alle posizioni della FNOPO pubblicate su QS ed alla totale disapprovazione dell’istituzione da parte del governo dell’assistente materna per dare un aiuto diretto alle neomamme nell’accudimento dei neonati fino al 6 mese di vita perché Il supporto e la relazione di aiuto rientrano già nelle attività di cura/assistenza delle professioni sanitarie.
In sintesi le disposizioni normative nazionali ed europee, attribuiscono all’ostetrica specifici ambiti di attività e responsabilità in relazione al proprio profilo professionale , ai diritti/doveri del proprio codice deontologico ed agli ordinamenti didattici ovvero le competenze acquisite nel corso di laurea triennale (Laurea in Ostetricia) e nei percorsi formativi universitari avanzati quali master specialistici come ad esempio l’offerta del master “Ostetrica di famiglia e comunità ) e Laurea magistrale.

L’assistenza nel post partum delle mamme e dei neonati è pertanto attribuita per legge all’ostetrica in grado di individuare, attraverso una visione olistica della persona assistita, anche situazioni potenzialmente patologiche, di fragilità/disagio e di rischio sociale.

Per Syrio, la risposta appropriata al problema “della neomamma e del suo bambino soli, non assistiti, abbandonati nel post partum, a domicilio” è l’istituzione urgente nel SSN dell’ostetrica di famiglia (ostetrica di comunità) anche all’interno delle case di comunità e quindi una riorganizzazione dell’assistenza territoriale che include nei servizi anche il modello assistenziale della home visiting dell’ostetrica .

Miriam Guana
Presidente Syrio, Società italiana di scienze ostetrico ginecologico neonatale

29 Settembre 2023

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