Non bastano le farmacie ad abbattere le liste d’attesa

Non bastano le farmacie ad abbattere le liste d’attesa

Non bastano le farmacie ad abbattere le liste d’attesa

Gentile direttore,
leggo con sempre maggiore frequenza articoli che spingono verso la farmacia dei servizi quasi a trasformarla in un poliambulatorio medico. C’è molto entusiasmo nel vedere così semplificato il rimedio per ridurre le liste di attesa. L’80% delle farmacie italiane sono molto piccole, di pochi metri quadri, per le quali si nutrono già seri dubbi sulla idoneità ad essere solo farmacie che dispensano farmaci.

Quanto agli impianti la normativa prevede che qualora si eseguono esami che prevedono il contatto sul paziente con apparecchiature elettriche, gli impianti devono essere dedicati conformi alla norma CEI 64-8, eseguiti da tecnici specializzati ed esperti idonei a garantire la sicurezza dei pazienti e del personale. Pertanto andrebbero rivisti completamente i requisiti architettonici, strutturali ed impiantistici delle farmacie che diventerebbero di fatto anche ambulatori medici con personale dedicato con specifiche professionalità. Domanda chi si farebbe carico della messa a norma di queste farmacie, circa 20.000 di cui 7.200 sono rurali?

Premesse queste criticità basilari, personalmente ritengo che non è la strada giusta per abbattere le liste di attesa, perché si avrebbe solo un aumento esponenziale delle richieste di prestazioni, che porterebbe alla creazione di nuove liste di attesa come i fatti hanno da sempre dimostrato. Tra l’altro chi farebbe e come i controlli di qualità? Insomma non troviamo semplice la soluzione di una cosa complessa. La tematica richiede uno studio approfondito sulla fattibilità, obiettivi e risultati attesi.

La telemedicina prevede inoltre che dall’altro capo ci siano gli esperti a leggere i risultati per cui si realizza un feedback negativo in cui l’effetto si riverbera sulla causa annullando i risultati previsti. Ritengo altresì molto efficace anche per ridurre l’afflusso dei paziente dal medico di base, di attivare i farmacisti ad “aiutare i cronici a gestire l’aderenza alle loro terapie” perché rientra nel pieno delle competenze dei farmacisti, largamente applicate all’estero ma pressoché disattese mi pare da parte dei farmacisti italiani.

In Italia le farmacie fanno pochissima galenica, e non so quanta gestione sull’aderenza delle terapie nei confronti dei pazienti. Un ruolo molto importante ad esempio lo potrebbero avere nel gestire l’aderenza alle terapie dei pazienti cronici delle RSA, preparando il cronoprogramma terapeutico per i pazienti assicurando così la corretta attuazione delle terapie prescritte.

Dott. Licio Iacobucci
Direttore del Dipartimento Diagnostico e dei Servizi f.r.

04 Luglio 2023

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