Non si può pretendere il trapianto di cuore pediatrico sotto casa

Non si può pretendere il trapianto di cuore pediatrico sotto casa

Non si può pretendere il trapianto di cuore pediatrico sotto casa

Gentile Direttore
l’organizzazione delle cure in Cardiologia, Emodinamica e Cardiochirurgia, sia per adulti che pediatrica, in Campania merita un commento visto il gran battage sulla stampa di associazioni di pazienti, avvocati, associazioni di tutela che talvolta compiono analisi e rivendicazioni, ripresi pedissequamente dalla stampa generalista, che rischiano di rivelarsi miopi se poi cavalcate dal decisore politico senza un’adeguata riflessione e approfondimento.

La cardiochirurgia pediatrica ha ridotto enormemente, negli ultimi anni, l’attività relativa agli interventi per chiusura di difetto interatriale, difetto interventricolare, dotto di Botallo, risoluzione della coartazione aortica. Alcuni anni fa, quando il Professor Carlo Vosa dal Monaldi si trasferì alla Federico II non rinunciando ad intervenire su pazienti in età pediatrica, avevamo a Napoli 2 cardiochirurgie pediatriche a distanza di 100 metri in linea d’aria, con basse percentuali di intervento. Già da prima il Monaldi promuoveva il trasferimento di pazienti dal Medio Oriente, soprattutto dalla Palestina e dall’Albania, di piccoli da operare per arricchire la casistica operatoria.

Contesto pertanto assolutamente la necessità di un Centro trapianti di cuore pediatrico a Napoli: quello del Bambin Gesù è sufficiente per l’Italia meridionale perché la concentrazione di centri di eccellenza in poche strutture in grado di assicurare grandi numeri è una scelta che va nel verso di assicurare la sicurezza dei pazienti e di razionalizzare i costi concentrandosi sulle fasi dell’assistenza pre e post trapianto.

Al Bambin Gesù, nel 2017, sono stati eseguiti 12 trapianti di cuore pediatrico, quanti quelli di adulti al Monaldi. Bisogna convincere la cittadinanza che non si può avere il Pronto soccorso o il centro hub per ogni quartiere della città e per ogni paese della provincia e analogamente i grandi centri di alta chirurgia in ogni regione.

I grandi numeri contribuiscono ad avere casistiche di sopravvivenza maggiori.

Altrettanto, non si può pensare di mettere su una costosissima attività come quella del trapianto cardiaco pediatrico e di sostenere sulla stampa questa tesi. Altra cosa è quella di trattamenti di supporto tipo Ecmo o device intracardiaci in attesa di trapianto. La casistica del Centro nazionale trapianti non mi permette una estrapolazione completa dei trapianti di cuore pediatrici dal totale ma su questo potrebbe essere d’aiuto il Centro nazionale trapianti.

Quanto alle Cardiochirurgie in Campania tra Università, Ospedali, Case di cura accreditate nel Piano ospedaliero ne sono programmate 11 o forse più. Bisogna a tal proposito dire che l’angioplastica ha fatto crollare il numero dei by-pass, le tecniche percutanee hanno ridotto il numero di interventi sulle valvole e sull’aorta. Sarebbe necessaria una verifica delle casistiche e del raggiungimento dei numeri minimi per essere certi che non sia necessario chiuderne qualcuna per drenare risorse su altre emergenze assistenziali come nell’area dell’emergenza.

Così per le Emodinamiche: sono in crescente aumento e negli ultimi anni hanno aperto Pozzuoli e Nola; è necessario verificare i numeri. Quelle periferiche dovrebbero limitarsi solo alle Angioplastiche coronariche mentre quelle dei centro hub dovrebbero dedicarsi anche agli impianti valvolari e dell’aorta per via percutanea. L’aumento del numero di emodinamiche in centri spoke sta facendo ridurre il numero delle procedure nei centri hub; ad esempio al Monaldi vi sono 4 sale di Emodinamica, ma temo che la casistica sia in calo e non regge il confronto con centri come il Cardarelli e, forse il vicino Policlinico. Anche qui, probabilmente, va fatto un taglio.

Finisco con i Pronto Soccorso; maggiori disponibilità economiche e di personale per i pronto soccorso si potrebbero ricavare da tagli dove si può e dove anzi è eticamente necessario farli. Perché non si può pretendere il trapianto di cuore pediatrico sotto casa.

Silvio Siciliano
Già direttore dell’Unità Coronarica dell’Ospedale Monaldi (fino al 2010 oggi in quiescenza)

22 Gennaio 2019

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