Numero programmato, essenziali dinamiche di domanda e offerta del mercato del lavoro 

Numero programmato, essenziali dinamiche di domanda e offerta del mercato del lavoro 

Numero programmato, essenziali dinamiche di domanda e offerta del mercato del lavoro 

Gentile Direttore,
I dati sull’andamento del rapporto tra domande e posti disponibili (D/P) per l’accesso alle lauree delle professioni sanitarie mettono in luce una tendenza frequente da parte di alcune Università: la persistente conferma di corsi che, per diversi anni accademici consecutivi, registrano una partecipazione inferiore ai posti disponibili. Questo fenomeno risulta particolarmente evidente per le lauree magistrali tecnico-sanitarie: secondo i dati pubblicati dal report del Dott. Mastrillo, nel 2022 in oltre un terzo delle sedi il rapporto D/P è stato inferiore ad 1 (a pag. 18).

In conformità all’art. 6-ter del D.Lgs. 502/92, nella definizione del fabbisogno formativo annuale, le categorie professionali, le regioni e le università dovrebbero tenere in debito conto diverse variabili, tra cui i modelli organizzativi dei servizi, l‘offerta e la domanda di lavoro, considerando sia il personale in formazione che quello già formato ma non ancora inserito nel mondo del lavoro.

In merito a tale normativa, va evidenziato che per le Università una parte significativa del finanziamento deriva dal contributo erogato dal MIUR in base al “costo per studente”. Nel periodo 2021-2023, l’art.1 del DM n. 1015/2021 ha mantenuto invariato il modello di calcolo del costo standard di formazione per studente stabilito dal decreto ministeriale dell’8 agosto 2018. Ciò comporta un finanziamento di 3.285 euro per ogni studente dell’Area medico-sanitaria, in contrasto con i 1.195 euro destinati agli studenti dell’Area scientifico-tecnologica e i 573 euro previsti per quelli dell’Area umanistica-sociale (DM 585/2018, Allegato 1, pag.10).

In pratica, un incremento del numero di studenti nell‘Area medico-sanitaria si traduce per le Università in una maggiore disponibilità di finanziamenti, a parità di numero di studenti rispetto ad altre aree disciplinari.

Di conseguenza, sorge il rischio di una pianificazione degli accessi da parte delle Università che non tiene adeguatamente conto delle dinamiche di domanda e offerta del mercato del lavoro. In tal senso, è responsabilità delle categorie professionali e delle Regioni dimostrare al Ministero della Salute la necessità di una corretta applicazione della legge sul numero programmato, affinché non prevalgano considerazioni aziendalistiche a scapito dell’interesse generale.

Antonio Alemanno
Tecnico di radiologia

25 Settembre 2023

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