Nuove regole per formazione degli infermieri. Qualcosa non torna

Nuove regole per formazione degli infermieri. Qualcosa non torna

Nuove regole per formazione degli infermieri. Qualcosa non torna

Gentile Direttore,
il Ministero dell’Università e della Ricerca ha emanato il DM n.82 del 14 maggio 2020 “Modifica requisiti di docenza lauree per Infermieri”, modificando il numero minimo di docenti di riferimento dei Corsi di Laurea in Infermieristica, passando da 5 a 3, e per quanto concerne i docenti a tempo indeterminato, da 3 a 1.
 
Le dichiarazioni in premessa all’Atto richiamano:
• il d.l. 17 marzo 2020, n.18 – COVID-19 – art. 101 – Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale … omissis …(didattica a distanza);
• il d.l. 25 marzo 2020, n. 19, recante “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19” e in particolare l’articolo 1, comma 2, lett. p) (Sospensione delle attività formative in sede … ma attivazione e implementazione della didattica a distanza);
• l’esigenza di consentire agli atenei, a causa dell’emergenza sanitaria in corso, di ampliare l’offerta formativa dei corsi di laurea in infermieristica, nell’ambito dei corsi di laurea della classe L/SNT/01 delle professioni sanitarie;
• … omissis …
 
Ma subito dopo viene decretato:
All’art. 1 – il n. minimo di docenti di riferimento dei Corsi di Laurea in Infermieristica, in deroga alle precedenti determinazioni, passa da 5 a 3, e per quanto concerne i docenti a tempo indeterminato, da 3 a 1.
 
All’art. 2. – la possibilità, per gli Atenei, di compensare la riduzione di docenti universitari di riferimento di cui al comma 1, con l’individuazione di almeno due medici ospedalieri da indicare come personale medico di riferimento coinvolto per ogni corso di laurea in infermieristica.
 
Le contraddizioni riscontrabili tra le dichiarazioni in premessa (sopra richiamate) e le determinazioni conseguenti, sono pesantissime e “stridenti”, sia relativamente alla difficoltà di comprendere “l’ampliamento dell’offerta formativa” con la diminuzione dei docenti disciplinari, sia relativamente alla valorizzazione degli infermieri (contenuti del Patto per la Salute e dichiarazioni di stima da parte di associazioni di cittadini e di tutte le forze politiche in corso dell’epidemia COVID-19).
 
A fronte di ciò viene deciso un taglio del personale docente di una disciplina che meriterebbe ben altra considerazione. 
Alcuni dati (fonte Conferenza CC.LL. professioni sanitarie – AA 2019/2020) possono aiutare a comprendere meglio la situazione:
a. I posti messi a bando per la formazione infermieristica nell’A.A. 2019/2020 sono circa 15.000 (il 60% delle professioni sanitarie), per un totale di circa 50.000 studenti / anno nello specifico Corso di Laurea;
b. Gli Atenei coinvolti sono 41;
c. Le sedi attivate sono 205;
d. L’impegno didattico disciplinare, comprensivo di insegnamento teorico, laboratorio, tirocinio, e altre attività affini e complementari è pari al 77%;
e. L’impegno didattico riguardante le altre discipline cliniche è pari al 23%;
f. L’implementazione dei docenti per far fronte all’aumentato carico didattico, conseguente al passaggio all’Università della formazione delle professioni sanitarie (circa 80.000 studenti/anno nel triennio, per tutte le professioni sanitarie) è stato pari +2.279 (periodo 1997-2008 – fonte Ufficio Statistico MIUR);
 
g. Di questa implementazione:
• 433 afferiscono ai SSD MED 45-46-47-48-49-50;
• 50 sono Disciplinari (afferenti ad una delle 22 professioni sanitarie);
• 34 sono afferenti alla professione infermieristica
h. l’intero impianto grava sulle spalle di risorse del SSN “prestate” all’Università, che assicurano le attività didattiche e di laboratorio e supportano le attività di tirocinio, troppo spesso senza riconoscimenti.
 
L’ANVUR (Agenzia per la Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) si è espressa per l’Atto di riduzione dei docenti di area infermieristica.
Potrebbe essere molto interessante un approfondimento da parte della stessa Agenzia relativamente ai dati sopra riportati, per meglio comprendere le problematiche in essere e gli interventi da porre in essere.
 
Potrebbe essere ancora più importanti definire un sistema di autorizzazione ed accreditamento per la determinazione di requisiti minimi, in termini di docenti, per l’attivamente e la gestione di un CL in Infermieristica. Una possibile ipotesi:
n. 1 Ordinario Disciplinare MED 45 per ogni Ateneo;
n. 2 Associati Disciplinari MED 45 per ogni Ateneo;
n. 1 Ricercatore Disciplinare MED 45 per ogni Sede attivata.
 
Forse è giusto chiamare in causa anche la Conferenza Stato/Regioni, per le implicazioni (pesantissime) che riguardano la formazione delle Professioni Sanitarie, con costi che ricadono quasi esclusivamente sulle casse del SSN (oltre 1.000 professionisti coinvolti, per un costo di circa 50.000.000€) e un governo del sistema di fatto universitario (pur nell’ambito di convenzioni tra le parti).
 
L’Art. 2 è difficilmente sostenibile, sia come “forma”, sia come “sostanza”.
Al riguardo vale la pena di ricordare che l’area infermieristica ha:
• un numero importante di professionisti già abilitati alla copertura dei posti di Professore di prima e seconda fascia;
• n. 15.000 laureati magistrali;
• un numero importante di professionisti che hanno completato il Dottorato di Ricerca;
• 430 professionisti inquadrati nell’Area Dirigenziale delle Professioni Sanitarie.
 
L’individuazione “di almeno due medici ospedalieri da indicare come personale medico di riferimento coinvolto per ogni corso di laurea in infermieristica” non può trovare riscontro per il semplice fatto che trattasi di discipline e professioni diverse, con percorsi curricolari specifici e caratterizzanti, non mutuabili tra loro.
 
A titolo esemplificativo, nemmeno nei concorsi per Infermieri, per l’accesso al mondo del lavoro, è prevista la figura del medico.
Probabilmente si è trattato di una svista o di una non perfetta conoscenza del complesso sistema delle professioni sanitarie.
… a meno che non ci sia un preciso disegno a monte, e non sarebbe una cosa carina!
 
Dott. Marcello Bozzi
Segretario dell'Associazione Nazionale Dirigenti Professioni Sanitarie (Androposan), associata Cosmed

Marcello Bozzi

17 Maggio 2020

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