Nuovo ospedale della Piana di Gioia Tauro. Dieci anni dal finanziamento, ma i lavori non sono ancora iniziati

Nuovo ospedale della Piana di Gioia Tauro. Dieci anni dal finanziamento, ma i lavori non sono ancora iniziati

Nuovo ospedale della Piana di Gioia Tauro. Dieci anni dal finanziamento, ma i lavori non sono ancora iniziati

Gentile Direttore,
nella Piana di Gioia Tauro monta la protesta per i dieci anni trascorsi dal finanziamento del nuovo ospedale senza che ancora si veda all’orizzonte la posa della prima pietra. Fino ad oggi è stato individuato il sito, è stata espletata la procedura d’appalto ed è stata aggiudicato il relativo contratto, ma devono essere ancora approvati progetto definitivo ed esecutivo prima che possa in concreto attivarsi l’appalto e realizzarsi la costruzione.

Dieci anni dunque per compiere solo una parte della procedura senza che questa opera, insieme alle altre facenti parte della Convenzione Ministero/Regione del dicembre 2007 con relativo finanziamento per risolvere l’emergenza sanitaria in Calabria (Sibaritide, Vibo Valentia, Catanzaro), sia prossima alla costruzione e tanto meno alla sua realizzazione.

A farsi portavoce di questa protesta nel territorio della Piana è l’Associazione Prosalus di Palmi, la quale in apposita lettera/manifesto/denuncia dal titolo “Il Danno” inviate al Ministero, alla Regione ed alle altre Autorità competenti denuncia i ritardi e le omissioni che hanno caratterizzato questo decennio e le conseguenze dannose per il territorio ed i cittadini della Piana. Il documento può leggersi per intero qui in allegato con una elencazione non breve, ma tuttavia necessaria, dei gravi danni che tale eccessivo ritardo ha comportato per i cittadini della Piana, e cioè di un territorio con una popolazione di oltre 180.000 abitanti.

Tra tali danni l’associazione cita in primo luogo i danni derivanti dalla violazione del diritto alla salute per i cittadini del territorio in quanto viene meno la loro sicurezza e la loro protezione sanitaria che l’assistenza ospedaliera è chiamata ad assicurare. Ne seguono danni derivanti da ulteriore migrazione sanitaria cui sono costretti i cittadini anche per patologie che potrebbero essere risolte in loco ove ci fosse una struttura ospedaliera adeguata che garantisse, in un unico contesto organizzativo, la presenza di più specialità per assicurare interventi integrati e coordinati sul paziente. Conseguenti danni finanziari per i rimborsi che la Regione Calabria deve per i ricoveri dei propri assistiti presso altre Regioni. Danni da mancata occupazione di personale sanitario, danni da grave disfunzione organizzativa sia per l’assistenza ordinaria che per quella dell’emergenze e coì via oltre.

Nel manifesto/denuncia l’Associazione rivolge il proprio appello a tutte le Autorità competenti affinché cessi questa grave e scandaloso ritardo ormai decennale e si attivi al più presto il cantiere tenendo presente che oltre alla fase della “costruzione” , vi è anche una fase della “dotazione” all’ospedale delle necessarie attrezzature biomediche, logistiche, alberghiere e, ancora, una successiva fase di “attivazione” dell’ospedale e cioè il suo concreto funzionamento secondo principi di adeguatezza, efficienza e collegamento organizzativo col territorio.

Al riguardo l’Associazione ricorda i numerosi casi già verificatisi della Piana di Gioia Tauro in cui l’ospedale, pur realizzato nella sua struttura edilizia è rimasto incompiuto perché non attrezzato né attivato (Rosarno, Cittanova, Oppido).

Si tratta di danni gravissimi sotto ogni profilo, civile, penale, ammnistrativo ma anche di ordine morale per i cittadini chi attendono servizi che non arrivano nonostante siano finanziati da ormai un decennio.

Stefania Marino
Presidente Associazione Prosalus di Palmi

19 Dicembre 2017

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