Nutrizione pazienti oncologici. Basilicata indietro su linee guida

Nutrizione pazienti oncologici. Basilicata indietro su linee guida

Nutrizione pazienti oncologici. Basilicata indietro su linee guida

Gentile Direttore,
mi riferisco all’articolo su “Quotidiano Sanità” del 14 dicembre 2017 con il titolo “Allarme alimentazione per pazienti oncologici 20, 30% muore per conseguenze malnutrizione”. L’articolo riportava, in sintesi, i contenuti dell’accordo Stato-Regioni, firmato lo stesso giorno, sulle linee di indirizzo sui percorsi nutrizionali nei pazienti oncologici.
 
Ebbene, a circa un anno da tale Accordo, le Aziende Sanitarie della Basilicata sono a punto zero senza ancora attivarsi per una rapida adozione delle predette linee guida nazionali, nonostante la presenza di centri di eccellenza come l'A.O. Regionale San Carlo e l'Irccs Crob di Potenza.
Rimane preoccupante, come nella sanità della Basilicata, si trascurino componenti importanti, nei confronti delle persone che affrontano patologia del cancro, per l’assoluta carenza di un percorso nutrizionale a loro dedicato.
 
Più volte i media regionali riportano casi di pazienti troppo debilitati per completare la chemioterapia. Come diversi pazienti operati per tumore allo stomaco non sopravvive a causa di una nutrizione compromessa e insufficiente.
“Vivere con il cancro si può" e come FIALS lanciamo un appello all’Assessorato Regionale alla Salute, a tutte le forze politiche regionali, alle Associazioni a tutela dei malati oncologici, ai Direttori Generali delle Aziende Sanitarie della Basilicata, che siano definite e soprattutto garantiti, nelle stesse aziende, i percorsi nutrizionalinei pazienti oncologici.
 
Si tratta di percorsi che mirano, sia a ridurre le complicanze mediche conseguenti alla malnutrizione, sia a facilitare il recupero dello stato nutrizionale e della salute fisica, tappe essenziali nella guarigione del paziente oncologico.
Nello specifico, tali percorsi prevedono l’importanza di sottoporre ogni malato oncologico a screening nutrizionale al momento della diagnosi di malattia e di ripeterlo regolarmente lungo tutto il percorso terapeutico assistenziale al fine di individuare precocemente i pazienti che devono essere poi inviati per una valutazione nutrizionale completa.
 
Soltanto con un intervento nutrizionale precoce e non tardivo vi sono maggiori possibilità di risultato in termini di prevezione/trattamento della malnutrizione o di supporto durante il percorso assistenziale del paziente oncologico.
È importante che vengano applicati strumenti di screening e di valutazione definiti e validati in ambito nutrizionale ed oncologico e che le valutazioni nutrizionali e l’intervento vengano somministrati ad opera di figure professionali definite (medici esperti in nutrizione clinica e dietisti) e riportate in maniera esplicita nella documentazione clinica.
 
Il piano di trattamento nutrizionale, riportano le linee guida, deve essere personalizzato e può avvalersi, a seconda del quadro clinico e della fase di malattia, di counseling nutrizionale, supplementi nutrizionali orali o nutrizione artificiale, sia per via enterale che parenterale.
Le alterazioni dello stato nutrizionale sono altamente prevalenti nei malati oncologici e la malnutrizione è considerata una “malattia nella malattia” (sono quasi 255 mila i nuovi casi di tumore registrati nel nostro paese ogni anno – e 2.415 – dati stimati nel 2010 di tumori diagnosticati in Basilicata ogni 100 mila abitanti.
 
Numeri questi da patologie di massa, con un impatto rilevante sulle vite delle persone che ne sono affette, dei loro familiari, ma anche sulla spesa sanitaria regionale.
La neoplasia può avere conseguenze negative sullo stato nutrizionale del paziente.
A seconda del tipo di tumore i casi di malnutrizione variano dal 25 al 70% dei pazienti e nel 20-30% dei casi le conseguenze dirette o indirette della malnutrizione sono la causa della morte. 
 
Le cure appropriate, di fronte a un malato di cancro, rappresentano una priorità ma anche la nutrizione riveste un ruolo fondamentale, già dalla diagnosi, ma ancora oggi questa attenzione è fortemente carente nella nostra regione. 
I fattori che incidono sullo sviluppo della malnutrizione e sul calo ponderale possono essere molteplici e riconducibili sia alla patologia (malassorbimento, localizzazione del tumore, metastasi), sia all’intervento terapeutico (chemioterapia, radioterapia, chirurgia). La comparsa di anoressia, nausea, vomito, disfagia alterano lo stato di nutrizione o lo peggiorano.
 
Nei reparti oncologici della nostra regione, tutto ciò sembra essere ignorato.
Predisporre un Piano Dietetico Ospedaliero adeguato al malato può fare la differenza nel ridurre le complicanze mediche e facilitare il recupero dello stato nutrizionale e della salute fisica,  tappe essenziali nel processo di guarigione.
Insieme è possibile dare un maggior “diritto alla vita ai malati oncologici”: è questo è anche l’impegno della FIALS della Basilicata.
 
Giuseppe Costanzo
Segretario Generale FIALS Regione Basilicata

25 Ottobre 2018

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