Oncologia ospedaliera e Oncologia universitaria. Cipomo vuole collaborazione, ma rispettando le differenze

Oncologia ospedaliera e Oncologia universitaria. Cipomo vuole collaborazione, ma rispettando le differenze

Oncologia ospedaliera e Oncologia universitaria. Cipomo vuole collaborazione, ma rispettando le differenze

Gentile Direttore,
abbiamo letto con pari interesse e preoccupazione alcuni articoli recentemente pubblicati su QS, che puntano il faro su un fenomeno riportato in varie Regioni italiane.

Il Collegio Italiano dei Primari di Oncologia Medica Ospedaliera (CIPOMO) ricorda che nelle corsie degli ospedali affonda le radici la medicina oncologica italiana ed è qui che viene preso in carico e seguito oltre l’80% dei pazienti italiani.

L’oncologia ospedaliera ha le sue prerogative e i suoi punti di forza. Essa è focalizzata sull’assistenza, sulla cura dei malati, sulla transizione ospedale-territorio ed è capace di una gestione flessibile ed efficiente delle già limitate risorse disponibili in risposta ad una domanda in continua crescita. Si occupa di appropriatezza, di liste di attesa e di sostenibilità economica del sistema. Ma svolge anche un importante ruolo cruciale nella didattica e nella ricerca.

Se la formazione teorica dei futuri oncologi è prerogativa delle Università, la loro formazione pratica avviene invece negli ospedali, dove entrano a contatto con pazienti della provincia, urgenze del pronto soccorso, sperimentano guardie attive, immersi nei problemi reali di pazienti non selezionati per trial randomizzati. Inoltre, non dimentichiamo che molta della ricerca clinica, dei dati real-world, degli studi post-marketing sono attualmente condotti in strutture ospedaliere.

Per questo motivo, come indicato nel Manifesto CIPOMO, le oncologie ospedaliere devono essere guidate da direttori ospedalieri, medici oncologi adeguatamente formati che non solo mantengono relazioni cliniche, ma che attraverso corsi di management hanno acquisito competenze e leadership necessarie per organizzare il lavoro del personale e dei professionisti, e hanno imparato a gestire innumerevoli aspetti tecnico-professionali, che spaziano dalla pianificazione strategica, alla partecipazione alle attività delle reti oncologiche regionali, al controllo di qualità.

Resta tuttavia indispensabile che realtà ospedaliere e universitarie collaborino mantenendo ognuna la propria mission e il proprio mandato. L’Università e l’ospedale sono un binomio di cui l’oncologia ha bisogno per garantire una assistenza di qualità e avere i benefici della ricerca, in sintonia con un sistema salute sempre più complesso.

Paolo Tralongo
Presidente CIPOMO

29 Maggio 2025

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