Orario di lavoro e mancato riposo. Alla fine l’infermiere di Ancona è stato sanzionato

Orario di lavoro e mancato riposo. Alla fine l’infermiere di Ancona è stato sanzionato

Orario di lavoro e mancato riposo. Alla fine l’infermiere di Ancona è stato sanzionato

Gentile direttore,
l’infermiere della sala operatoria  che non si era presentato nel turno pomeridiano dopo il turno di reperibilità notturno lavorato è stato sanzionato dall’azienda ospedaliera di Ancona! Le motivazioni che adduce l’azienda meritano di essere riportate: “il dipendente ha delle precise responsabilità derivanti dalla posizione di garante di diritto alla salute dei pazienti che accedono in Blocco operatorio in quanto dipendente del Servizio sanitario regionale e tenuto quindi al rispetto del turno mensile predisposto dal livello di responsabilità aziendale di coordinamento della struttura, al fine di coniugare l’azione programmatoria dell’azienda e le necessità assistenziali dei cittadini che ad essa accedono per un proprio bisogno di salute”.
 
Non abbiamo mai avuto dubbi e non avevamo bisogno dell’azienda ospedaliera di Ancona ce lo ricordasse che gli infermieri sono garanti del diritto alla salute dei cittadini. Proprio in quanto garante il collega di Ancona ha comunicato alla coordinatrice di non essere in grado di prestare il proprio servizio in sicurezza dopo che lo sforamento delle ore consentite per legge in un’intera giornata lavorativa non lo metteva nelle condizioni fisiche di poter lavorare.
Per l’azienda doveva andare a lavorare anche se, oggettivamente, non nelle condizioni fisiche per farlo!

In altre parole: l’azienda ospedaliera di Ancona predispone turni illegali – che sono illegali nelle Marche, in Italia e in Europa – per un duplice motivo: sforamento delle ore lavorate in una giornata (più di 15!) e mancato rispetto delle 11 ore di riposo giornaliero e a mettere in pericolo la salute delle persone sarebbero le vittime di questo orario e non l’azienda stessa.

Assistiamo a un rovesciamento delle responsabilità: una dirigenza pagata dai cittadini non in grado di prendersi le proprie responsabilità, non in grado di garantire una turnazione idonea al rispetto della normativa vigente e non in grado neanche di gestire con un minimo di flessibilità qualunque accadimento che lo imporrebbe arriva a sanzionare un infermiere per il solo fatto di avere posto il problema e di avere esercitato un diritto che doveva essergli garantito senza neanche la richiesta individuale.

A questa dirigenza – dalla dirigenza infermieristica alla direzione generale e amministrativa – manca il senso del limite e della proporzione. Scaricano le proprie inefficienze e le proprie responsabilità sui dipendenti colpevoli di nulla: il collega negli ultimi otto anni (!) non ha fatto un giorno di malattia e a sei mesi dalla pensione si trova sanzionato. La loro inadeguatezza è palese e scaricano sulla parte più debole – il dipendente – ciò che loro stessi dovrebbero prevenire.

I primi garanti del diritto alla salute dei cittadini sono i dirigenti che dovrebbero predisporre una organizzazione sicura rispettosa dei diritti dei dipendenti al riposo e, soprattutto, dei diritti dei cittadini a vedersi curati da professionisti in condizioni fisiche adeguate e dopo un riposo degno di questo nome. Non è stato così e continuerà a non essere così. Nei turni pomeridiani all’azienda ospedaliera di Ancona i cittadini correranno il rischio di trovare equipe operatorie deprivate dal sonno. Rischio che correranno molti pomeriggi feriali e festivi.

Altre aziende, con altre dirigenze evidentemente, hanno predisposto altre organizzazioni: si veda, per esempio, l’azienda sanitaria di Reggio Emilia che impedisce alle equipe operatorie l’effettuazione del turno pomeridiano dopo 6 ore effettuate in pronta disponibilità notturna.
La dirigenza di Ancona invece non si pone il problema e utilizza i procedimenti disciplinari contro i dipendenti che non vogliono e non riescono a coprire le inefficienze aziendali.

Avevamo avuto la solidarietà di importanti sigle sindacali mediche come l’Anaao, la Cimo e l’Aaroi e che ringraziamo per la sensibilità mostrata su tematiche che colpiscono tutti i professionisti sanitari.

La nostra battaglia va avanti su tutti i fronti contro questa dirigenza che ripetiamo, con questo provvedimento, si mostra inadeguata nel ruolo.

Chiederemo l’intervento della Regione, del Ministero, dell’Ispettorato del lavoro e dei rappresentanti dei cittadini per costringere l’azienda a mettere in atto un’organizzazione sicura e rispettosa proprio del diritto alla salute dei cittadini che, evidentemente, questa azienda e questa dirigenza ritiene non avere il dovere di tutelare.
 
Giuseppino Conti
Segretario Territoriale Nursind Ancona 

26 Marzo 2017

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