Osteopati in rivolta tra disparità, assenza di un albo ufficiale e l’ambigua formazione universitaria

Osteopati in rivolta tra disparità, assenza di un albo ufficiale e l’ambigua formazione universitaria

Osteopati in rivolta tra disparità, assenza di un albo ufficiale e l’ambigua formazione universitaria

Gentile Direttore,
da quando l’Osteopatia è stata individuata come professione sanitaria dalla legge n.3 del 2018, sono stati emanati già alcuni decreti attuativi previsti dall’art. 7 dalla legge citata concentrandosi, in tal modo, un primo riconoscimento formale affinché l’Osteopatia possa essere annoverata fra le 31 professioni sanitarie attualmente riconosciute dallo Stato Italiano; tuttavia la inattuazione degli ulteriori decreti impedisce alla stessa di essere definita professione sanitaria a tutti gli effetti a causa dell’assenza di un albo professionale.

A questo proposito, di recente stesura, è stata fornita agli organismi istituzionali una dettagliata relazione da parte della Confederazione Osteopati Italiana – CONF.OS.IT., cui fanno parte diverse associazioni di categoria ed enti formatori – tra cui anche l’A.N.P.O.

Il documento è una relazione tecnico-scientifica che analizza lo stato della professione sanitaria dell’osteopata in Italia, evidenziando criticità e proponendo soluzioni.

Viene sottolineata la necessità di:

  • Istituzione dell’albo professionale: essenziale per completare l’iter formativo e regolamentare l’esercizio della professione.
  • Riconoscimento dei titoli equipollenti: Proposta di criteri per valutare i titoli pregressi rilasciati da scuole e accademie private, basandosi sulla durata e qualità della formazione.
  • Valutazione dell’esperienza professionale: Suggerimenti per regolamentare l’esperienza lavorativa degli osteopati.
  • Regolamentazione dei corsi in itinere: Necessità di completare i percorsi formativi già avviati e definire eventuali percorsi integrativi.
  • Rivisitazione del profilo professionale: L’ osteopatia non si limita all’apparato muscolo-scheletrico, ma considera l’interrelazione tra tutti i sistemi corporei.

Il documento critica la limitata offerta formativa universitaria e propone un modello di laurea 3+2 per garantire una preparazione adeguata. Inoltre, evidenzia la disparità di trattamento tra titoli italiani e quelli europei, chiedendo un confronto tra istituzioni e associazioni per risolvere le problematiche.

Francesco Manti
Presidente Associazione Nazionale Professionisti Osteopata e Membro CONF.OS.IT.

29 Aprile 2025

© Riproduzione riservata

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...