Per risollevare la Sanità pubblica al Sud scegliamo i dirigenti migliori

Per risollevare la Sanità pubblica al Sud scegliamo i dirigenti migliori

Per risollevare la Sanità pubblica al Sud scegliamo i dirigenti migliori

Gentile direttore,
il rapporto OsservaSalute 2017 ci mette ancora una volta di fronte all’enorme divario tra Nord e Sud in tema di sanità pubblica e di servizi ai cittadini, nonché in tema di qualità gestionale e operativa del sistema sanitario. Da anni la sezione Fedir di Fedirets, primo sindacato autonomo della dirigenza tecnico/amministrativa del SSN, quasi in solitudine, denuncia ciò che accade in Sanità rispetto alle nomine di dirigenti apicali, specie se esterni e di direttori generali scelti dalla mala politica e fortemente influenzati da questa. Al Sud la situazione peggiora perché come sappiamo la politica è spesso plagiata dalla criminalità organizzata, come dimostrano numerose inchieste.
 
In regioni dove la qualità della vita è molto bassa e dove i giovani vanno via per le condizioni di forte crisi economica, il settore più redditizio su cui la longa manus della mafia arriva è proprio quello pubblico ed in particolare in Sanità, dove appalti, lavori ed incarichi hanno cifre a sei zeri.
 
Per rendere possibile questo è necessario però mettere i propri uomini al comando e così, con il balletto incontrollato delle nomine ad amici e parenti o amici degli amici la Sanità è arrivata al collasso.
 
È incredibile infatti che ogni cittadino del Sud debba sperare di non ammalarsi, per non dover scappare da quelle regioni e quindi spendere il doppio per la propria salute.
 
È incredibile sapere che ci sono presidi ospedalieri in cui non funziona nemmeno la Tac e dove si fa fatica a fronteggiare le emergenze con il 118. Ma in tutto questo non mancano incarichi, consulenze, nomine a chi non ha titoli ed adeguata professionalità. Tutte le volte che abbiamo denunciato queste cose, abbiamo scritto prima a governatori e commissari straordinari, e in alcuni casi non ci sono state né risposte né provvedimenti. E perché il federalismo sanitario è fallito? Chi controlla i controllori?
 
Uno dei rimedi principali, allora, parte proprio da selezioni effettivamente meritocratiche della classe dirigente, basate su trasparenza e imparzialità. Chi denuncia illeciti non può essere emarginato, con azioni di mobbing, ma va premiato per aver difeso la sanità pubblica che è di tutti i cittadini.
 
Elisa Petrone
Segretario generale Fedir

Elisa Petrone

23 Aprile 2018

© Riproduzione riservata

Escludere lo psicologo dall’équipe di base delle CdC è una scelta che il Ssn non può permettersi
Escludere lo psicologo dall’équipe di base delle CdC è una scelta che il Ssn non può permettersi

Gentile Direttore,nella sanità pubblica italiana siamo abituati a misurare i costi di ciò che facciamo. Abbiamo indicatori per i ricoveri, per le prestazioni specialistiche, per i farmaci. Siamo diventati meticolosi...

Il ruolo strategico del Responsabile organizzativo nelle Case della Comunità
Il ruolo strategico del Responsabile organizzativo nelle Case della Comunità

Gentile Direttore, In Emilia-Romagna le Case della Comunità rappresentano uno dei cardini della riorganizzazione dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria territoriale, evoluzione delle precedenti Case della Salute. Si configurano come punti di...

Nutrizione clinica e LEA: una lacuna da colmare nel SSN
Nutrizione clinica e LEA: una lacuna da colmare nel SSN

Gentile Direttore, l’inserimento delle prestazioni di nutrizione clinica nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) rappresenta un tema ormai non più procrastinabile per il Servizio Sanitario Nazionale. Negli ultimi anni si...

Chi ha paura dell’AI?
Chi ha paura dell’AI?

Gentile direttore,per chi scrive di sanità, e in particolar modo di infermieristica, sta diventando sempre più rischioso usare con disinvoltura la sigla AI - comunemente associata al mondo dell’Intelligenza artificiale...