Prevenzione, formazione e valorizzazione dei professionisti: la sanità del futuro si costruisce oggi  

Prevenzione, formazione e valorizzazione dei professionisti: la sanità del futuro si costruisce oggi  

Prevenzione, formazione e valorizzazione dei professionisti: la sanità del futuro si costruisce oggi  

Gentile Direttore,
il 17 e 18 giugno, Napoli ha ospitato la prima edizione degli Stati Generali della Prevenzione, un momento di confronto prezioso che ha messo in luce la necessità non più rinviabile di ripensare radicalmente il nostro sistema sanitario. In un contesto segnato da trasformazioni sociali, economiche e tecnologiche, non possiamo più limitarci a gestire l’esistente: occorre costruire, con coraggio, un nuovo modello di salute pubblica.

La prevenzione deve essere il perno su cui ruotano le politiche sanitarie del presente e del futuro. Questo significa investire realmente, con decisione, nei professionisti che ogni giorno ne sono i protagonisti. Non bastano più dichiarazioni d’intenti o riconoscimenti formali: servono misure concrete di valorizzazione, che restituiscano dignità, motivazione e prospettive a chi opera nel sistema salute.

Senza una strategia chiara di investimento sul capitale umano, il rischio è quello di una stasi progressiva, che paralizza servizi, impoverisce le competenze e allontana nuove generazioni da un settore sempre più fragile.

Ma la vera arma strategica per invertire questa rotta è duplice: formare ed informare.
Formare i professionisti non solo dal punto di vista tecnico, ma anche nelle competenze relazionali, organizzative, comunicative. Soft skill sempre più centrali per rispondere alle nuove complessità e per ricostruire quel rapporto di fiducia tra servizio sanitario e cittadini, oggi spesso compromesso.

E allo stesso tempo, informare la popolazione in modo chiaro, accessibile, continuo. Senza una comunicazione efficace, anche le migliori politiche di prevenzione rischiano di non raggiungere chi ne ha più bisogno. Campagne di screening, ad esempio, vanno sostenute non con spot isolati ma con strategie permanenti, capillari, culturalmente adeguate.

La sanità del futuro ha bisogno di leadership, ma anche di ascolto. Ha bisogno di innovazione, ma radicata nei territori e nelle persone. Ha bisogno, soprattutto, di una visione che metta al centro chi cura e chi viene curato, superando logiche burocratiche e compartimentali.

O si sceglie oggi di investire nei professionisti della salute, o si accetta il rischio – concreto – di un sistema che si spegne lentamente.

Noi come professionisti sanitari abbiamo scelto la prima strada. E continueremo a percorrerla, convinti che costruire una sanità più giusta e sostenibile non sia solo possibile, ma doveroso.

Antonella Paccone
Tecnico sanitario di radiologia medica – UOC formazione e programmazione del personale Azienda Ospedaliera dei Colli Monaldi-Cotugno-CTO

17 Giugno 2025

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