Professioni sanitarie: una riforma ancora da scrivere. I decreti attuativi diranno se il Ssn tornerà davvero attrattivo

Professioni sanitarie: una riforma ancora da scrivere. I decreti attuativi diranno se il Ssn tornerà davvero attrattivo

Professioni sanitarie: una riforma ancora da scrivere. I decreti attuativi diranno se il Ssn tornerà davvero attrattivo

Gentile Direttore, la delega sulle professioni sanitarie nasce con l’obiettivo di affrontare tre nodi ormai strutturali del Servizio sanitario nazionale: carenza di personale, liste d’attesa e attrattività del lavoro sanitario pubblico. Tuttavia, leggendo il provvedimento, emerge un dato evidente: la riforma delle professioni sanitarie, nella sua parte sostanziale, è ancora tutta da scrivere.

Gentile Direttore, la delega sulle professioni sanitarie nasce con l’obiettivo di affrontare tre nodi ormai strutturali del Servizio sanitario nazionale: carenza di personale, liste d’attesa e attrattività del lavoro sanitario pubblico. Tuttavia, leggendo il provvedimento, emerge un dato evidente: la riforma delle professioni sanitarie, nella sua parte sostanziale, è ancora tutta da scrivere.

La legge approvata dal Parlamento definisce infatti principi e criteri direttivi, ma rinvia ai decreti legislativi del Governo la costruzione concreta della riforma. Ciò che oggi esiste è dunque soprattutto una cornice normativa; l’assetto reale delle professioni sanitarie sarà definito nella fase attuativa.

Non si tratta di una scelta anomala. Le leggi delega sono strumenti frequentemente utilizzati nelle riforme sanitarie, dove la complessità tecnica e istituzionale rende difficile scrivere direttamente in Parlamento norme molto dettagliate. Ma proprio per questo la domanda diventa inevitabile: i decreti attuativi saranno in grado di incidere sulle condizioni che oggi determinano la crisi del capitale umano del Ssn?

Nel testo della delega si intravedono alcune direttrici di intervento: revisione dello stato giuridico delle professioni, maggiore flessibilità nell’impiego degli specializzandi e possibili modifiche nelle modalità di esercizio professionale. Interventi che incidono soprattutto sull’organizzazione del lavoro sanitario. Ma l’attrattività delle professioni dipende anche da fattori più strutturali – retribuzioni, carichi di lavoro e prospettive di carriera – sui quali una riforma ordinamentale, da sola, difficilmente può incidere.

Per questo il punto decisivo non è soltanto cosa prevede la delega, ma quale spazio avranno i decreti attuativi per incidere su queste condizioni.

Il nodo centrale resta quindi l’attrattività del lavoro pubblico. Retribuzioni, carichi di lavoro, responsabilità professionale e prospettive di carriera sono oggi i fattori che determinano la capacità del Servizio sanitario nazionale di reclutare e trattenere i propri professionisti.

La questione, allora, è semplice: può una riforma fondata prevalentemente su interventi ordinamentali rendere davvero più attrattivo il lavoro nel Ssn? La legge delega apre certamente un cantiere normativo. Ma sarà la fase attuativa a stabilire se questa riforma diventerà una reale politica del capitale umano sanitario oppure un riordino delle regole esistenti.

Perché la crisi del personale sanitario non è soltanto una questione normativa. È, prima di tutto, una questione di attrattività del lavoro pubblico.

Mattia La Rovere Petrongolo

Tecnico sanitario di radiologia medica
Analisi e politiche del Servizio Sanitario

05 Marzo 2026

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