Proviamo a fare a meno degli infermieri, poi ne riparliamo

Proviamo a fare a meno degli infermieri, poi ne riparliamo

Proviamo a fare a meno degli infermieri, poi ne riparliamo

Gentile Direttore,
le iniziative per promuovere e valorizzare l’infermieristica nascono quasi unicamente da infermieri. Raramente i decisori politici si sbilanciano per rafforzare concretamente il riconoscimento dell’opera degli infermieri.

Nella cultura anglosassone l’infermiere ha tutt’altra valenza: storicamente meglio istruito e gratificato dal prestigio sociale, e la sua opera meglio retribuita.

Proprio in Gran Bretagna nacque la moderna infermieristica (nursing), che la fondatrice F. Nightingale definì così: “E’ una delle belle arti; quasi direi la più bella delle belle arti” (“It is one of the fine arts: I almost said the finest of fine arts.”)

Teniamo presente che questa connotazione artistica è lusinghiera ma gli artisti sono stati per secoli dei morti di fame.

Solo con le leggi sul diritto d’autore e sulla proprietà intellettuale fare arte ha avuto un riconoscimento economico e (guarda caso!) anche sociale.

Di belle promesse non si vive, né tantomeno di applausi: se davvero il nursing è l’arte di assistere, bisogna remunerare gli artefici di questa complessa e faticosa opera. E dare il giusto peso alle prestazioni assistenziali, che non vanno date affatto per scontate. Prestazioni che sono solo una parte – la più visibile – del lavoro dell’infermiere, ma che riescono meglio quando sono pianificate, attuate e valutate nel processo di nursing (questo sconosciuto).

Sarà anche solo un’arte; saranno solo prestazioni cui nessuno bada, sarà anche solo un concetto misconosciuto, ma proviamo a fare a meno degli infermieri: poi ne riparliamo.

Ivan Favarin
Infermiere

30 Novembre 2022

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