Psicologo delle cure primarie, non perdiamo di vista il cittadino

Psicologo delle cure primarie, non perdiamo di vista il cittadino

Psicologo delle cure primarie, non perdiamo di vista il cittadino

Gentile Direttore,
ancora una volta si reitera la contrapposizione allo Psicologo di cure primarie. Come è noto il Parlamento, all’unanimità, ha avviato l’iter di approvazione di un testo unificato di legge che istituisce il Servizio di Psicologia di Assistenza Primaria, incardinato nel sistema delle cure primarie, previsto in ogni Distretto Sanitario di base di ogni Azienda Sanitaria Locale. Un provvedimento che oltre ad omogeneizzare quanto è stato già legiferato in molte Regioni, (la cui copertura di cittadini sta superando la metà della popolazione italiana) possa dare indicazioni uniformi alle altre Regioni che hanno già avviato il loro processo legislativo in materia.

Lo Stato e le Regioni stanno attuando non solo quanto previsto dalla riforma Balduzzi delle cure primarie ma anche e soprattutto quanto previsto da una delle leggi madri della riforma sanitaria, il dlgs 502/92, che all’articolo 8, come modificato dalla conversione in legge del decreto Calabria, tramite un emendamento pluripartisan, ha stabilito che l’equipe pluriprofessionale in assistenza primaria è composta dal medico di famiglia, dall’infermiere e dallo psicologo.

Eppure, continuano a sollevarsi contrarietà come fossimo in un campo di battaglia in cui uno schieramento debba vincere.

Ma qui l’unico a dover vincere è il cittadino. I servizi territoriali di secondo livello devono essere assolutamente difesi e potenziati, le richieste di cura e riabilitazione assolte, laddove i quadri clinici siano inequivocabilmente di area psicopatologica. Ma quando si parla di cure primarie si parla di una capacità di intercettare, accogliere e tradurre un bisogno con contorni da definire che non può collocarsi in ambito patologico e che per stigma, pudore non accede ai servizi soprannominati.

Il servizio di cure primarie permette in un primo livello di rispondere e articolare, in modo appropriato, gli interventi clinici in una logica di rete e di collaborazione.

Che sia stato Fedez a farsi portavoce di questo delicato argomento può non piacere, può sembrare un’impropria iperbole e spettacolarizzazione ma di fatto rappresenta ciò in cui si identificano milioni di persone, soprattutto giovani. Pertanto, partendo da una posizione intellettualmente onesta, orientata ai cittadini, l’auspicio è che davvero si riesca a superare definitivamente queste contrapposizioni e si arrivi a collaborare per promuovere salute in modo più capillare ed efficace.

Alessandra Medda
Segretario Generale Aggiunto AUPI

11 Dicembre 2023

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