Quali obiettivi per il network italiano Cochrane?

Quali obiettivi per il network italiano Cochrane?

Quali obiettivi per il network italiano Cochrane?

Gentile Direttore,
in un periodo storico caratterizzato da diverse e impellenti sfide per la salute pubblica, il prossimo cambiamento ai vertici di Cochrane Italia – previsto per il 2024 – rappresenta un’occasione per riflettere sul ruolo dei centri che costituiscono il Network Italiano Cochrane e delinearne gli obiettivi per il prossimo futuro.

Un primo obiettivo, più generale, riguarda il mondo della sanità nel suo insieme e non solo la Cochrane Community. È quello di aumentare l’attenzione e l’interesse delle istituzioni sanitarie e accademiche nei confronti della medicina basata sulle evidenze – a oggi largamente negletta nelle facoltà di medicina e altri corsi di laurea in ambito sanitario, così come negli ambiti formativi e di aggiornamento per i professionisti della salute.

L’importanza di basare le decisioni di salute sulle migliori prove scientifiche disponibili, integrandole con la situazione clinica, l’expertise del medico e le aspettative del paziente, va rimarcata ed enfatizzata, prima ancora di affrontare temi più specifici, anche se molto importanti, come le revisioni sistematiche. L’etica della ricerca e l’importanza di una sua indipendenza da conflitti di interesse sono altri aspetti niente affatto scontati sui quali andrebbe posta la giusta enfasi in ambito didattico e formativo. Cochrane dovrebbe farsi promotore di questo paradigma, minacciato oggi come in passato da pericolose derive pseudo-scientifiche e, in particolare nel nostro mondo iper-connesso, dalla facilità di accesso a fake news e disinformazione.

Le revisioni sistematiche Cochrane, prodotte secondo alti criteri qualitativi, dovrebbero essere diffuse come supporti decisionali a tutti i livelli, dalla relazione medico-paziente alle politiche sanitarie nazionali. Per massimizzarne l’impatto il primo obiettivo dovrebbe essere quello di ottenere maggiore visibilità per le iniziative del network attraverso una strategia di comunicazione articolata che preveda output diversi, dalle pubblicazioni scientifiche ai social media, e momenti di incontro e confronto, sia tra chi in Cochrane produce revisioni, sia tra Cochrane e i potenziali utilizzatori.

Un altro punto cruciale riguarda poi la necessità di coinvolgere attivamente i pazienti e le loro associazioni in tutte le fasi di produzione delle revisioni sistematiche, dalla definizione dei quesiti di ricerca alla disseminazione dei risultati. Troppo spesso, infatti, si rileva un disallineamento tra gli obiettivi della ricerca e i reali bisogni dei pazienti.

È infine auspicabile che si rinsaldi la collaborazione tra i centri coinvolti nel network e, in generale, le organizzazioni che si rispecchiano nei principi dell’Evidence-Based Medicine. Le circostanze, in questo senso, sembrano essere favorevoli: solo qualche settimana fa si è tenuto presso l’Humanitas University di Milano un primo partecipato incontro degli operatori che producono sintesi delle evidenze utilizzando il metodo GRADE in Italia, da cui sono emersi nuovi spunti e idee per progetti condivisi. Tra questi la creazione di un Network GRADE italiano, analogamente a quanto già è avvenuto in Paesi come Stati Uniti, Sudafrica, Olanda, Regno Unito, ed altri.

Anche l’Associazione Alessandro Liberati – Cochrane Affiliate Centre si è messa a disposizione per favorire il raggiungimento di questi importanti obiettivi, offrendo il proprio contributo per quanto riguarda gli ambiti della formazione e della comunicazione. A più di dieci anni dalla scomparsa di Liberati, infatti, le parole chiave che hanno caratterizzato la sua vita – ricerca utile, coinvolgimento dei pazienti, accesso alle informazioni di efficacia e sicurezza, gestione del conflitto di interessi – sembrano oggi più attuali che mai.

Francesco Nonino
Cochrane Review Group Multiple Sclerosis and Rare Diseases of the Central Nervous System
IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, AUSL di Bologna
WHO Collaborating Center in Evidence-Based Research Synthesis and Guideline Development
Regione Emilia-Romagna, Bologna

Fabio Ambrosino
Associazione Alessandro Liberati – Cochrane Affiliate Centre

10 Gennaio 2024

© Riproduzione riservata

Sereni (Pd): “Bene accordo per le Case della Comunità. Si poteva fare prima e senza drammi”
Sereni (Pd): “Bene accordo per le Case della Comunità. Si poteva fare prima e senza drammi”

Gentile direttore,nella tarda serata di ieri è arrivata la notizia di un accordo nazionale tra Governo, Regioni e i principali sindacati dei Medici di Medicina Generale per garantire la presenza...

Il Fine vita: la storia infinita
Il Fine vita: la storia infinita

Gentile Direttore,correva l’anno 2019 quando la Consulta con la storica sentenza n. 242, sull’ormai notorio caso Cappato/DJ Fabo, depenalizzava l’aiuto al suicidio in Italia sottoponendolo, però, a determinate condizioni che...

No a una separazione etica e clinica tra cure palliative e suicidio assistito
No a una separazione etica e clinica tra cure palliative e suicidio assistito

Gentile Direttore, la Consulta di Bioetica ha riflettuto sul Position Paper della Società Italiana di Cure Palliative in merito al rapporto tra cure palliative e suicidio medicalmente assistito. È un...

Cure primarie: il tempo delle scelte è finito
Cure primarie: il tempo delle scelte è finito

Gentile Direttore,sulle cure primarie il rischio è continuare a discutere degli strumenti dimenticando il problema reale. Da anni il dibattito è sugli assetti della medicina generale, sulle Case di Comunità...