Questa legislatura al suo termine può ancora occuparsi di sofferenza e di terminalità?

Questa legislatura al suo termine può ancora occuparsi di sofferenza e di terminalità?

Questa legislatura al suo termine può ancora occuparsi di sofferenza e di terminalità?

Gentile Direttore,
tutti i giorni, anche in questo torrido agosto, vediamo pazienti sofferenti che giungono ai nostri servizi tardivamente, dopo periodi di sofferenza non controllata intollerabili e non degni di un paese civile, ma purtroppo ordinari …. La sofferenza, pur essendo la prima cosa che colpisce ogni malato, sino all’insopportabilità ed al desiderio ben comprensibile di abbandono della Vita, è ancora non adeguatamente  considerata da chi ha il potere decisionale.

Forse il controllo della sofferenza non garantisce elevati successi e guadagni a questa sanità, che ormai aziendalizzata si trova costretta troppo spesso a privilegiare le problematiche di bilancio rispetto alla cura del malato. Le varie aziende sanitarie di fatto operano come singole monadi e non in una logica di sistema.

Eppure La sofferenza non controllata genera non solo costi emotivi, familiari e sociali drammatici, ma anche gravosi costi economici a livello di sistema (accessi di PS e ricoveri) che sarebbero evitabili se prevenuta con adeguate prese in carico, anche solo ambulatoriali.

Forse in questo ormai inesorabile termine di legislatura è ancora possibile sottolineare i gravosi bisogni dei pazienti sofferenti, necessitanti per migliorare almeno la loro “qualità di vita”, della concreta erogazione di Terapia del Dolore e Cure Palliative.

Certo è impossibile ora pensare ad atti normativi nuovi,

ma però forse, si potrebbe anche ora riuscire a dare attuazione, tramite decreti applicativi ad hoc a quanto è già stato da anni statuito normativamente, ma mai attuato in concreto (norme annunciate con l’accordo di tutti, ma poi non applicate). Risulta davvero difficile pensare che un nuovo governo decida celermente di occuparsi di tali materie con priorità.

Mi riferisco in particolare almeno a quanto statuito nei LEA ormai sin dal 2017, con l’art 38 comma 2 (” nell’ambito dell’attivita’ di ricovero ordinario sono  garantite tutte le prestazioni cliniche …, inclusa la terapia del dolore e le cure palliative”) che ripristinava le Cure Palliative all’interno degli ospedali (sanando l’espunzione del DM 70 2015), esprimendo un atto di indirizzo forte che le regioni avrebbero dovuto colmare. 

Tale articolo dei LEA, frutto anche di numerose interrogazioni parlamentari che evidenziavano le carenze in tal senso del DM 70/2015 ha caratteristiche importanti in questo periodo di gravosa carenza di personale medico.

Infatti cita insieme Terapia del Dolore e Cure Palliative, attività assai affini soprattutto in regime ospedaliero nei pz ricoverati, ma anche ambulatoriali.

Il nodo ospedaliero delle Cure Palliative e della Terapia del Dolore è la cerniera con il territorio per l’intercettazione di pz che poi al ritorno a domicilio potranno essere indirizzati al prosieguo delle cure in setting adeguati (ambulatoriali, domiciliari o residenziali).

La attuazione negli ospedali di piccole equipe di “cura della sofferenza” in grado di controllarla al di là della malattia e della sua fase, darebbe una soluzione iniziale ai problemi e provvederebbe poi all’invio del pz per il prosieguo delle cure del suo soffrire, verso successivi eventuali setting (maggiormente dedicati alla cura del fine vita se tale è la fase di malattia, ovvero se la fase è la cronicità, verso setting dedicati maggiormente al dolore cronico). La carenza di personale medico dedicato dovrebbe sempre più spingere alla unificazione di tutti coloro che si occupano di sofferenza in centri unici, poi con suddivisioni interne a seconda delle funzioni prevalenti.

Marco Ceresa 
Medico 

24 Agosto 2022

© Riproduzione riservata

Tempo di bilancio: questo l’infausto costo del personale della ricerca sanitaria
Tempo di bilancio: questo l’infausto costo del personale della ricerca sanitaria

Gentile Direttore, mentre nelle aule parlamentari si discute di capitoli di spesa, decimali di PIL e tabelle contabili della Manovra 2027, c’è un comparto del nostro Servizio Sanitario Nazionale che...

Parliamo di patologie psichiatriche gravi e violenza
Parliamo di patologie psichiatriche gravi e violenza

Gentile Direttore, È importante tornare sulla questione della possibile violenza di persone con patologie psichiatriche gravi, spesso riproposta dalle cronache dei giornali. È infatti un ambito che ci chiarisce in...

Teleradiologia, innovare sì. Ma senza scorciatoie sulla sicurezza delle cure
Teleradiologia, innovare sì. Ma senza scorciatoie sulla sicurezza delle cure

Gentile Direttore, il 15 ottobre si è conclusa la consultazione promossa da Agenas sulla bozza del “Documento di Indirizzo per lo sviluppo e la gestione della Teleradiologia”. Un’iniziativa importante, che...

Case della Comunità, la sfida della diagnosi tra nuovi accessi e rischio di ritardi
Case della Comunità, la sfida della diagnosi tra nuovi accessi e rischio di ritardi

Gentile Direttore, il dibattito sulle Case della Comunità (CdC) si concentra su dotazioni, standard e personale, mentre resta in ombra un problema che tocca da vicino il medico di MG,...