Referendum. Io voto “Sì” per il futuro del nostro Paese ed i nostri figli

Referendum. Io voto “Sì” per il futuro del nostro Paese ed i nostri figli

Referendum. Io voto “Sì” per il futuro del nostro Paese ed i nostri figli

Gentile direttore,
in questi giorni ho sentito particolarmente forte l’esigenza di dovermi esprimere e comunicare ai miei amici, pur se non richiesto, quale sarà il mio voto sul Referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.

Credo fermamente che il nostro paese debba finalmente uscire dal pantano in cui versa da decenni e che ha fortemente condizionato il nostro sviluppo, la nostra economia, la nostra cultura e perfino messo a repentaglio la nostra storia nei confronti degli altri paesi europei.

Credo fermamente che i nostri figli ed i nostri nipoti abbiano diritto ad un paese migliore, più stabile e più forte, in cui i progetti ed il futuro possano avere certezze e solidità.
E’ per i nostri figli, per i nostri giovani e per il nostro Paese che io voto Sì.

Non stò qui ad elencarvi i contenuti della Legge di Riforma Costituzionale, che certamente conoscete molto bene anche per il martellante tam-tam mediatico di questi mesi. Molti di voi l’avranno sicuramente letta e confrontata, altri meditata, qualcuno altro scartata senza il dovuto approfondimento; a quest’ultimi dico: leggetela, confrontatela, meditatela e poi decidete.

Io credo che sia un’ottima legge, certamente non perfetta, ma sicuramente efficace ed utile per il doveroso cambiamento che tutti auspichiamo.
Questa legge è stata scritta da illustri costituzionalisti e non da politicanti di scarto come qualcuno vorrebbe far credere.

Le obiezioni che ad essa vengono fatte, dalle varie parti politiche del fronte del “No”, che come sapete spazia da Casa Pound a Rifondazione Comunista passando attraverso tutte le formazioni di destra e di sinistra non governative ed in parte anche governative (Bersaniani e D’Alemiani) e dagli esimi “laudator temporis acti” (cioè i nostalgici dei tempi passati), sono, spesso, strumentali e devianti. C’è chi, per le ragioni più svariate, in molti casi per il semplice timore di cambiamento, vuole che le cose rimangano esattamente così come sono: la palude, la melma, le nebbie sono ottimi terreni di coltura per aggirare le leggi e per dar corpo alle lobby ed al consociativismo.

Mi permetto, da ultimo, di ricordarvi che il 4 Dicembre:
1) Si vota soltanto per la Legge di Riforma Costituzionale e per i cambiamenti in essa contenuti.
2) Non si vota per la legge elettorale né per le politiche del Governo.
3) Non si vota pro o contro Renzi nè pro o contro il Governo, tantomeno pro o contro il PD; chi vuol farlo può liberamente e legittimamente farlo nella sede naturale delle Elezioni Politiche o far sentire la propria voce in ogni altra sede istituzionale.
4) Si vota per il cambiamento ed il futuro del nostro Paese, dei nostri figli e dei nostri giovani.
5) I dettagli sul “ma si poteva fare meglio”, “ma questa frase non mi piace”, “ma questa virgola è di troppo”, “ma il Senato poteva essere abolito completamente”, la teoria, falsa e bugiarda, dell’”uomo solo al comando” che solo gli ineffabili Berlusconi e D'Alema potevano inventarsi etc etc. lasciamoli a chi è contro il cambiamento.

Mi scuso per “l’intrusione” ma ho sentito questo un mio dovere civico.
 


Donato Antonellis

                                                                                           

01 Dicembre 2016

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