Rifinanziare il Fondo Obesità è una scelta di civiltà

Rifinanziare il Fondo Obesità è una scelta di civiltà

Rifinanziare il Fondo Obesità è una scelta di civiltà

Gentile direttore,
mi rivolgo al Ministro della Salute e al Sottosegretario alla Salute, al Ministro dell’Economia e delle Finanze e al Sottosegretario all’Economia, al Presidente del Senato, al Presidente della Commissione Bilancio del Senato, al Presidente della Commissione Sanità del Senato, ai firmatari dell’emendamento 64.0.35 Sen. Lotito e Sen. Paroli in qualità di Presidente dell’associazione Amici Obesi e come cittadina che rappresenta la propria storia insieme a quella di 6 milioni di cittadini italiani che convivono con l’obesità.

L’obesità è una patologia cronica, progressiva e recidivante, come riconosciuto dalla normativa italiana. Non si tratta di una scelta né di scarsa forza di volontà ma di una condizione clinica che richiede interventi appropriati e accesso equo alle cure.

Ad oggi, molti cittadini italiani affrontano questa malattia senza strumenti adeguati, senza possibilità di trattamento e senza equità di accesso. L’emendamento presentato alla Legge di Bilancio n. 64.0.35 a firma Lotito Paroli, volto al rifinanziamento del Fondo Obesità e alla destinazione di risorse per garantire cure alle persone economicamente più fragili, rappresenta un passo fondamentale. Non è solo una misura tecnica: è un intervento di equità e di tutela della salute pubblica.

Tra coloro che convivono con questa patologia, le più penalizzate sono le persone con minori risorse economiche e culturali, con difficoltà di accesso a cibo sano, prevenzione e cure tempestive. Lo confermano i dati epidemiologici, le evidenze cliniche e la stessa relazione illustrativa dell’emendamento.
Approvare questo emendamento significa:
· interrompere un circolo vizioso che aggrava le disuguaglianze;
· garantire che la presa in carico e le opzioni di cura siano un diritto e non un privilegio;
· dare piena attuazione alla Legge 3 ottobre 2025, che ha rappresentato una pietra miliare per il riconoscimento della patologia.
· credere in una prevenzione che non è un costo, ma un investimento.

L’obesità è strettamente correlata a diabete, insufficienza cardiaca, ipertensione, apnea notturna e steatosi epatica. Ogni intervento precoce riduce il rischio di complicanze anche gravi, con benefici concreti per la salute e per la sostenibilità del sistema sanitario.

Approvare l’emendamento significa consolidare questo percorso di primato tutto italiano nel riconoscimento della patologia e confermare il ruolo dell’Italia come riferimento europeo nella grande sfida che riguarda la gestione delle malattie croniche e cardiometaboliche.

Confidiamo nella vostra attenzione e nel vostro impegno per approvare una misura che restituisce dignità e speranza a milioni di persone.

Iris Zani
Presidente dell’associazione Amici Obesi

18 Novembre 2025

© Riproduzione riservata

Infermieri di ricerca: un’occasione da non perdere
Infermieri di ricerca: un’occasione da non perdere

Gentile Direttore,il decreto legislativo n. 67/2026, recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 23 dicembre 2022, n. 200 sul riordino della disciplina degli IRCCS, introduce finalmente il riconoscimento della...

Suicidio assistito, citare incautamente la psicologia non aiuta la maturazione degli individui e della società
Suicidio assistito, citare incautamente la psicologia non aiuta la maturazione degli individui e della società

Gentile Direttore,il recente Position Paper della Società Italiana di Cure Palliative (SICP) sul suicidio medicalmente assistito (SMA) richiama il celebre modello delle euristiche cognitive elaborato da Daniel Kahneman e Amos...

Aris riapre i tavoli. Ora si parli anche di sistema
Aris riapre i tavoli. Ora si parli anche di sistema

Gentile Direttore,la notizia del 16 giugno 2026 merita attenzione. Il Consiglio Nazionale dell’ARIS — l’Associazione religiosa istituti socio-sanitari — ha dato avvio simultaneamente a cinque tavoli negoziali per il rinnovo...

Medicina generale, Case della Comunità e riforma del territorio
Medicina generale, Case della Comunità e riforma del territorio

Gentile Direttore,non è più sufficiente affermare in astratto che la medicina generale è centrale nel Servizio Sanitario Nazionale: occorre renderla davvero parte stabile, organizzata e riconoscibile della nuova assistenza territoriale....