Riforma professioni sanitarie: un po’ di chiarezza

Riforma professioni sanitarie: un po’ di chiarezza

Riforma professioni sanitarie: un po’ di chiarezza

Gentile direttore,
ho letto con interesse il commento del dr. Antonio Alemanno sulla quarta parte della mia proposta legislativa di riforma delle professioni sanitarie, ma evidentemente non mi sono spiegato bene. Scopo della proposta è esattamente il contrario di come il dr. Alemanno la intesa, nel pieno rispetto delle leggi 42/99, 251/00 e 43/06 che mi pare di aver contribuito ad elaborare e quindi non solo è finalizzata a rilanciare il lodo che ha permesso il passaggio alle università della formazione delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e della professione di ostetrica e cioè che la formazione è svolta all’interno del SSN avvalendosi di norma di personale dipendente delle Aziende sanitarie, in particolare per quanto riguarda le materie professionalizzanti ma non solo queste e, ovviamente l’intera gestione dei tirocini, il che significa sui contenuti e le competenze proprie della professione il docente o il tutor e il coordinatore del tirocinio non può che coincidere con laurea abilitante con il medesimo corso di laurea di quella determinata professione.

Quindi l’idea forza è quella di chi ci ha preceduto e insegnato da Giovanni Berlinguer a Eolo Parodi fino a Ferdinando Di Iorio, per citare solo quelli che mi ricordo, declinata nel concetto che la professione sanitaria si insegna dove la professione sanitaria e, di norma, insegnata da chi quella determinata la esercita.

Questo non vuol dire che non debba essere giustamente e adeguatamente implementata la dotazione in ogni corso di laurea abilitante e di laurea magistrale di queste professioni sanitarie di docenti appartenenti alla professione oggetto degli studi universitari che siano o diventino professori o ricercatori universitari, magari anche presidenti del corso di laurea, bensì valorizzare l’enorme e capace risorsa professionale dei docenti dipendenti del SSN, i quali sino a oggi hanno garantito una qualità elevata di insegnamento, basti pensare quanto sono ricercati all’estero i nostri infermieri come gli altri professionisti.

Per quanto riguarda i tirocini pre-laurea magistrale abilitante di altre professioni il modello proposto è il medesimo delle professioni ex lege 251/00 e cioè sia svolto da tutors e docenti, di norma dipendenti o convenzionati con il SSN, coincidenti come professione a quella del corso…tutto qui…spero di essere stato chiaro nell’esposizione.

Saverio Proia

30 Gennaio 2024

© Riproduzione riservata

Sereni (Pd): “Bene accordo per le Case della Comunità. Si poteva fare prima e senza drammi”
Sereni (Pd): “Bene accordo per le Case della Comunità. Si poteva fare prima e senza drammi”

Gentile direttore,nella tarda serata di ieri è arrivata la notizia di un accordo nazionale tra Governo, Regioni e i principali sindacati dei Medici di Medicina Generale per garantire la presenza...

Il Fine vita: la storia infinita
Il Fine vita: la storia infinita

Gentile Direttore,correva l’anno 2019 quando la Consulta con la storica sentenza n. 242, sull’ormai notorio caso Cappato/DJ Fabo, depenalizzava l’aiuto al suicidio in Italia sottoponendolo, però, a determinate condizioni che...

No a una separazione etica e clinica tra cure palliative e suicidio assistito
No a una separazione etica e clinica tra cure palliative e suicidio assistito

Gentile Direttore, la Consulta di Bioetica ha riflettuto sul Position Paper della Società Italiana di Cure Palliative in merito al rapporto tra cure palliative e suicidio medicalmente assistito. È un...

Cure primarie: il tempo delle scelte è finito
Cure primarie: il tempo delle scelte è finito

Gentile Direttore,sulle cure primarie il rischio è continuare a discutere degli strumenti dimenticando il problema reale. Da anni il dibattito è sugli assetti della medicina generale, sulle Case di Comunità...