Ripartire dal territorio per costruire nuovi modelli di welfare sanitario

Ripartire dal territorio per costruire nuovi modelli di welfare sanitario

Ripartire dal territorio per costruire nuovi modelli di welfare sanitario

Gentile Direttore,
le parole del Presidente Draghi nel suo discorso programmatico al Senato riportano finalmente il territorio al centro della sanità per farne il volano per il miglioramento e l’efficienza della rete di cure del Paese.L’attuale Emergenza Covid-19 ha evidenziato la necessità di intervenire in modo incisivo nei territori e ridisegnare un nuovo welfare sanitario con un piano a medio-lungo termine che individui le priorità per ricostruire il tessuto economico e sociale e preveda proposte per una nuova e duratura stagione di sviluppo.

Il Governo e le Istituzioni regionali e locali, insieme alle aziende sanitarie, devono programmare un sistema che tuteli i cittadini in caso di pandemie come questa rivedendo la sanità non più come un costo, ma come una delle basi per lo sviluppo della società economica e civile.E in questo quadro di attenzione per una nuova rete di tutela della salute vanno inclusi i soggetti deboli, particolarmente esposti in emergenze come quella che stiamo vivendo ma che, già nella tutela quotidiana dei loro diritti e della loro salute, sono fortemente penalizzati da un sistema che non sempre regge gli urti di esigenze compatibili con i percorsi di salute ma non sempre recepiti e compresi e inseriti nella programmazione routinaria delle Aziende sanitarie.

Un utile spunto per un percorso virtuoso può’ nascere da documenti come quelli adottati dal Commissario alla Sanità della Regione Molise su impulso del Servizio Programmazione della Integrazione Socio Sanitaria e della Rete dei soggetti deboli della Regione Molise, che, con sensibilità e lungimiranza, si sono posti innanzitutto l’obiettivo di stabilire delle Linee guida nell’applicazione delle dimissioni protette, con il DCA 12 del 14 febbraio 2019 allo scopo di assicurare ad ogni persona con necessità complesse la continuità assistenziale tra ospedale e territorio e la possibilità di usufruire di un percorso protetto basato su una migliore ed efficiente comunicazione nei passaggi tra i diversi livelli assistenziali.In particolar modo si è mirato                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     a favorire la collaborazione tra le Unità Operative Ospedaliere, i Medici di Medicina Generale, le équipe territoriali (per la valutazione multidimensionale)ed i servizi della rete territoriale offrendo modalità di lavoro condivise ed univoche.La finalità di tale intervento è stata quella di migliorare la continuità assistenziale, evitando difficoltà ed interruzioni dei processi di cura ed assistenza nei confronti di utenti multiproblematici e non autosufficienti sotto il profilo socio-sanitario.

E mai come adesso è importante che questa continuità sia garantita anche per i malati Covid, a patto che per i soggetti deboli inizi in Ospedale, dove la necessità di sentirsi accolti, guidati, compresi, assistiti diventa per loro ancor più necessaria specie nei reparti infettivi dove non c’è possibilità di avere nessuno accanto.E anche su questo aspetto la struttura socio sanitaria della Regione Molise ha impiantato basi importanti, ora più che mai necessarie, che hanno trovato compimento nel DCA 34 del 4 aprile 2019 con cui è stata adottata la “Carta dei diritti delle persone con disabilità in ospedale” e il relativo Codice di autoregolamentazione.

Due documenti eticamente ed umanamente necessari segno di un grande cambiamento culturale che deve potersi realizzare con un forte impegno formativo e di sensibilizzazione di una clinical governance degli operatori del settore perché non va dimenticato quanto possa essere difficile per una persona con disabilità affrontare la quotidianità di una struttura ospedaliera.Per questo la carta è stata articolata in modo tale da creare le condizioni che rendano possibile agire in modo coordinato e coerente sull’insieme dei determinanti della pratica clinica e della qualità di quest’ultima, attraverso la formazione, il monitoraggio dei processi assistenziali e del conseguente audit clinico e la gestione del risk management.

Al fine di definire percorsi che comprendano tutti gli aspetti dell’assistenza (sanitaria, socio-sanitaria, socio-assistenziale)è necessario che vi sia una multidimensionalità di azione che costituisce l’elemento di forza dei percorsi, venendo a costituire la base di un governo efficace ed efficiente di tutti i processi clinici ed organizzativi che determinano la qualità dell’assistenza sanitaria.

Appropriatezza,accesso alle cure, accesso alle informazioni, libera scelta, confidenzialità rispetto, standard di qualità, diritto alla sicurezza e all’innovazione.
Queste le parole chiave del nuovo Welfare Sanitario cui tutti siamo chiamati, doverosamente, a partecipare.

Avv. Alberta De Lisio
Direttore Centrale Unica di Committenza
Direttore del Servizio Logistica, Patrimonio e Servizi Generali
già Direttore della Programmazoine dell'integrazione Socio Sanitaria e della Protezione Civile Regionale del Molise

19 Febbraio 2021

© Riproduzione riservata

Sereni (Pd): “Bene accordo per le Case della Comunità. Si poteva fare prima e senza drammi”
Sereni (Pd): “Bene accordo per le Case della Comunità. Si poteva fare prima e senza drammi”

Gentile direttore,nella tarda serata di ieri è arrivata la notizia di un accordo nazionale tra Governo, Regioni e i principali sindacati dei Medici di Medicina Generale per garantire la presenza...

Il Fine vita: la storia infinita
Il Fine vita: la storia infinita

Gentile Direttore,correva l’anno 2019 quando la Consulta con la storica sentenza n. 242, sull’ormai notorio caso Cappato/DJ Fabo, depenalizzava l’aiuto al suicidio in Italia sottoponendolo, però, a determinate condizioni che...

No a una separazione etica e clinica tra cure palliative e suicidio assistito
No a una separazione etica e clinica tra cure palliative e suicidio assistito

Gentile Direttore, la Consulta di Bioetica ha riflettuto sul Position Paper della Società Italiana di Cure Palliative in merito al rapporto tra cure palliative e suicidio medicalmente assistito. È un...

L’intelligenza artificiale e la democratizzazione della ricerca
L’intelligenza artificiale e la democratizzazione della ricerca

Gentile Direttore, per molti anni il dibattito sull’intelligenza artificiale si è concentrato soprattutto sui rischi. Si discute di errori, allucinazioni, disinformazione, perdita di competenze e sostituzione del lavoro umano. Sono...