Salviamo i sogni, fermiamo la violenza. Il ruolo dei medici tra gli adolescenti

Salviamo i sogni, fermiamo la violenza. Il ruolo dei medici tra gli adolescenti

Salviamo i sogni, fermiamo la violenza. Il ruolo dei medici tra gli adolescenti

Gentile Direttore,
l’omicidio di Martina (ragazza di 14 anni uccisa negli scorsi giorni dall’ex fidanzato, poco più grande di lei, ndr) rappresenta una ferita profonda per la nostra società e un monito urgente per tutti noi, in particolare per chi come noi lavora per e con gli adolescenti.

Il senso di impotenza e dolore che sentiamo è straziante.
Purtroppo, il triste paradosso è che più se ne parla, più i femminicidi continuano a verificarsi, come se la società non riuscisse ancora a trovare una soluzione efficace a questa piaga.

È ormai evidente che parlarne non basta: serve un impegno attivo e concreto per impedire che altre giovani come Martina, Aurora o Giulia vedano svanire i loro sogni a causa della violenza di genere.

Gli adolescenti spesso si rivolgono a noi per questioni di salute fisica o mentale, ma raramente denunciano spontaneamente situazioni di abuso o violenza.

Come medici, il Nostro ruolo è decisivo. Ma cosa possiamo… cosa dobbiamo fare, concretamente, ogni giorno:

1. Inseriamo sempre domande sulla sicurezza e sulle relazioni personali nelle visite
Chiediamo con delicatezza ma in modo diretto se il ragazzo o la ragazza si sente rispettato/a e al sicuro nelle sue relazioni. Domande come:
• “Ti senti ascoltato/a e rispettato/a da chi ti sta vicino?”
• “Hai mai paura di qualcuno con cui hai una relazione?”
possono aprire uno spazio di dialogo importante.

2. Riconoscere i segnali di allarme
Stiamo attenti a sintomi come ansia, depressione, autolesionismo, frequenti infortuni inspiegabili o isolamento sociale. Questi possono essere campanelli d’allarme di situazioni di violenza o abuso.

3. Creiamo un ambiente di fiducia e riservatezza
Garantiamo agli adolescenti che tutto ciò che ci dicono sarà trattato con rispetto e riservatezza, salvo situazioni di pericolo imminente, in cui è necessario attivare i servizi di protezione.

4. Collaboriamo con psicologi, assistenti sociali e servizi territoriali
Non è facile, siamo sempre di corsa…dobbiamo prenderci il giusto tempo e non dobbiamo agire da soli: riuscire a costruire una rete di supporto multidisciplinare per offrire un percorso completo di protezione, cura e sostegno risulta fondamentale.

5. Promuoviamo l’educazione al rispetto nelle scuole e nei gruppi giovanili
Servono ancora più iniziative di sensibilizzazione e prevenzione, portando informazioni chiare e strumenti concreti per riconoscere e contrastare la violenza.

6. La formazione specifica è indispensabile
L’aggiornamento continuo sul mondo degli adolescenti è d’obbligo.
Solo restando informati sulle nuove sfide e ascoltando il loro punto di vista possiamo comprenderli davvero e offrire loro risposte efficaci.

Dobbiamo coalizzarci. Dobbiamo fare di più!
Il Nostro ruolo va oltre la cura della salute fisica.
Ogni passo che facciamo può salvare una vita e proteggere un sogno. Non lasciamo che altre Martina, Aurora o Giulia siano vittime di violenza.
Il cambiamento parte da tutti Noi, oggi.

Rosella Gaudino
Presidente SIMA (Società italiana di medicina dell’adolescenza)

30 Maggio 2025

© Riproduzione riservata

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