Sardegna, Usa, Lombardia. Diario di una donna oculista

Sardegna, Usa, Lombardia. Diario di una donna oculista

Sardegna, Usa, Lombardia. Diario di una donna oculista

Gentile Direttore,
all’alba dei trentotto anni la mia storia è, come quella di tanti miei colleghi, fatta di sacrifici e speranze, di rallentamenti e ripartenze, di disillusioni e speranze. A venticinque anni mi sono laureata in Medicina e Chirurgia e a trenta specializzata in oftalmologia presso l’ateneo di Cagliari. Mi ritengo fortunata per questo, essendo molto legata alla mia terra ricca di tradizioni, di storia, di territori incontaminati, in cui il tempo ancora non sfugge e il clima è mite per la maggior parte dell’anno.

Durante la specializzazione ho lavorato anche come guardia medica e medico-turistica, come medico di gara in manifestazioni sportive e come sostituto di medicina generale, potendomi così permettere un'indipendenza economica ed una crescita professionale.

Subito dopo la specializzazione sono partita per un master negli Stati Uniti, a Memphis, usufruendo di una borsa di studio regionale denominata Master and Back.
Per un anno e mezzo ho studiato distrofie retiniche ereditarie ed esami specialistici finalizzati alla diagnosi ed al follow up delle stesse.

Ho viaggiato per gli Stati Uniti, conoscendo persone e culture diverse, ho capito cosa significhi fare ricerca in un Paese all’avanguardia in tal senso, lavorando con passione in clinica, ma anche impegnandomi a trecentossessanta gradi partecipando a meeting, cene di beneficenza, ingaggi di sponsor e gare podistiche.

Al termine di questa esperienza ho avuto la possibilità di restare a Memphis finanziata da un assegno di ricerca, ma ho deciso di rientrare in Italia, anche per mettere a disposizione dei nostri pazienti ciò che avevo appreso oltreoceano.

Al master ha fatto seguito il back, sempre finanziato dalla Regione Sardegna, presso la Clinica Oculistica dell’Università di Cagliari in cui mi sono specializzata. Sono stati due anni impegnativi, anche segnati da lotte per ottenere autorizzazioni, macchinari nuovi e ambulatori a norma, anni però ricchi di soddisfazioni per i risultati ottenuti e per la stima dimostrata dai pazienti. Purtroppo al Master and Back non ha fatto seguito la continuità lavorativa sperata ed un contratto nella clinica in cui avevo fino a quel momento lavorato, tra l'altro unico centro di riferimento in Sardegna per le distrofie retiniche ereditarie.

Ho così iniziato l'attività specialistica poliambulatoriale spostandomi da Cagliari e andando a lambire il centro-Sardegna e talvolta anche la parte settentrionale, arrivando a macinare oltre trecento chilometri al giorno, in attesa di diventare finalmente titolare di medicina specialistica presso qualche Asl dell'isola.

Tuttavia la situazione sanitaria nella mia amata terra attualmente è in stallo e, pur maturando un punteggio di anno in anno sempre più alto, mi trovo a scontrarmi con una graduatoria ferma da anni. Per questo motivo io e gli altri colleghi, alla soglia dei quarant’anni, dobbiamo lavorare tramite sostituzioni spesso lontanissimi da casa e con sempre maggiori sacrifici.

Nel frattempo, per esigenze più personali che lavorative, ho deciso di trasferirmi in Lombardia dove tuttora vivo. Ho inizialmente avuto un incarico poliambulatoriale presso una Azienda Ospedaliera della provincia in cui sono stata accolta in un clima estremamente professionale e cordiale. Ora mi si stanno aprendo nuovi scenari lavorativi, in un ambiente che trovo molto stimolante al fine della mia crescita professionale.
Questa è la vita di un oculista nel 2016: intensa, talvolta frustrante, ma comunque protesa in avanti alla ricerca di nuove esperienze e con sempre maggiori motivazioni.

Gina Forma
Oculista ambulatoriale territoriale
Cisl Medici Giovani Lombardia

15 Aprile 2016

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