Se è il Tar a decidere cosa può e non può fare il medico

Se è il Tar a decidere cosa può e non può fare il medico

Se è il Tar a decidere cosa può e non può fare il medico

Gentile Direttore,
la recente sentenza del TAR Lazio sul ricorso di un piccolo sindacato contro la possibilità che i medici di famiglia mantenessero in cura (doverosamente) i loro pazienti affetti da Covid, crea un gravissimo precedente contro la medicina generale e contro l’indipendenza dei medici che la Corte Costituzionalha più volte garantito. In base a una lettura letterale della norma (l’aveva detto Giolitti che in Italia le leggi per i nemici si applicano per gli amici si interpretano) i giudici del TAR Lazio affermano che nel Lazio i MG, essendo incitati a visitare i propri pazienti Covid, “risultano investiti di una funzione di assistenza domiciliare del tutto impropria”…… “che dovrebbe spettare unicamente alle USCA istituite dal legislatore nazionale proprio e esattamente per questo scopo”. 
 
La sentenza non vieta esplicitamente ai MG la partecipazione alle USCA ma, in tal caso, il TAR avverte che i MG “vengono pericolosamente distratti e di fatto sollevati dal loro precipuo compito che è quello di prestare assistenza ordinaria, a tutto detrimento della concreta possibilità di assistere i pazienti non covid”. 
 
Esultiamo! A questo non eravamo ancora arrivati! Il TAR, noto think tank di esperti sanitari, ci dice come organizzare il servizio e cosa debbono fare e non fare i medici.
 
A quanto pare il magistrato può vietare a un medico di visitare un proprio paziente in barba a tutte le abilitazioni e le iscrizioni all’albo.
 
Montesquieu è vissuto invano e ormai viviamo un paese anarchico, dove ciascuno fa legge a se stesso, con la differenza che la magistratura si è autoproclamata sovraordinata a ogni altro legittimo potere e autorizzata a decidere su tutto. Debolezza della politica!
 
Questa è la principale osservazione ma ve ne sono altre. I MG sono legati al SSN da una ACN che impone loro di tutelare la salute dei propri iscritti, di promuoverla e di prevenire i danni, di curarli in studio e a domicilio, di seguirli sul piano clinico e psicologico.
 
Ma il TAR se ne rende conto? Come si può comportare il MG di fronte a una sintomatologia incerta, a un paziente polipatologico che lui solo sa inquadrare quando vi è un sospetto epidemico, di fronte a una banale ILI che, tuttavia, sfido chiunque a decidere aprioristicamente cosa in realtà è o può divenire?
 
E’ ovvio che i MG debbono essere ben protetti dal contagiarsi per non contagiare gli altri e che i pazienti e i loro familiari hanno lo stesso diritto. IL MG deciderà volta per volta, a seconda del suo giudizio, quando visitare personalmente il paziente sospetto, e poi curarlo se positivo, oppure quando inviare l’USCA sotto la sua personale responsabilità e potendone, se vuole, farne parte.
 
Altrimenti a che servono i medici di famiglia? Tutta la politica deontologica dei medici e etica degli amministratori è volta a ricomporre l’unità dell’uomo che la moderna tecnologia tende fatalmente a scomporre in piccole sezioni specialistiche.
 
Prima di emettere sentenze di così forte impatto politico e deontologico nei confronti del SSN sarebbe bene riflettere su tutti gli aspetti di una questione senza fermarsi alla lettera, che spesso tradisce il pensiero e induce in errore.
 
Antonio Panti 

20 Novembre 2020

© Riproduzione riservata

Lo sguardo della Corte dei conti sul mondo sanitario
Lo sguardo della Corte dei conti sul mondo sanitario

Gentile direttore,laRelazione sul Rendiconto generale dello Stato 2025 della Corte dei conti, una manciata di giorni fa, ci ha restituito un quadro del mondo sanitario bifronte. Se da un lato...

Un virtuoso modello di sanità pubblica
Un virtuoso modello di sanità pubblica

Gentile Direttore, sempre più spesso sono oggetto di cronaca eventi conflittuali tra il management sanitario e i professionisti della salute nelle aziende sanitarie pubbliche. Sono situazioni che stimolano una profonda...

Cure Primarie Pediatriche. La proposta dell’Associazione Culturale Pediatri per ripensare la salute dell’infanzia e dell’adolescenza
Cure Primarie Pediatriche. La proposta dell’Associazione Culturale Pediatri per ripensare la salute dell’infanzia e dell’adolescenza

Gentile Direttore,la riorganizzazione dell’assistenza territoriale rappresenta una delle principali sfide che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è chiamato ad affrontare. In questo contesto, la riflessione sulle Cure Primarie Pediatriche non...

Meglio tardi che mai
Meglio tardi che mai

Gentile Direttore,leggendo il recente pezzo del presidente FNO TSRM PSTRP, sembra che l’autore sia divenuto improvvisamente emulo di un certo Calogero Spada che in queste pagine, il 07 Dicembre 2020,...