Se per trovare spazio alle specialità si riduce l’accesso alle cure

Se per trovare spazio alle specialità si riduce l’accesso alle cure

Se per trovare spazio alle specialità si riduce l’accesso alle cure

Gentile Direttore,
a furia di girare in tondo, per trovare una collocazione a certe specialità mediche, sopravvissute a se stesse, si è arrivati al punto di impedire l’accesso alle cure ai cittadini in loro assenza. Un’assurdità che va contro la Carta Costituzionale.

Mi riferisco a quei territori che si sono trovati a corto di fisiatri e l’accesso alle cure del fisioterapista è impedito per la mancanza di questo “inutile filtro” come se non possa bastare l’invio da parte di un qualunque altro medico di medicina generale o specialista.

Basterebbe leggersi il profilo professionale del Fisioterapista per rendersi conto che quando lavora alle dipendenze lo fa in riferimento (non su o dietro) a diagnosi e prescrizioni di un medico qualsiasi.

Già il Decreto sulle farmacie poneva le basi per far diventare il fisiatra solo una figura eventuale nel percorso riabilitativo. Decreto, questo, passato al vaglio del Tra Lazio prima e del CdS poi che hanno confermato come basti l’invio di un MMG per attivare l’opera del Fisioterapista che nell’ambito delle proprie competenze: elabora la definizione del programma di riabilitazione; pratica autonomamente attività terapeutica; propone l’adozione di protesi e ausili e ne addestra all’uso e ne verifica l’efficacia; verifica la rispondenza di quanto attuato agli obiettivi di recupero funzionale. Questo perché, i fisiatri, dicono i Giudici, pur “contestano all’impugnato decreto la violazione di asseriti diritti dello specialista, non indicano le norme che detto diritto avrebbero consacrato, per la semplice ragione che non esistono. Non esiste infatti una norma che imponga al fisioterapista, allorché eroga prestazioni rientranti nella propria competenza, di agire alla presenza o quanto meno sotto il controllo dello specialista”.

Ad ulteriore conferma di ciò, sempre che ce ne sia bisogno, e a mettere fuori gioco antiche prassi consolidate, che rischiano solo di fare danni, è quanto il ministro della Salute evoca per la medicina generale. Parlando di nuove linee organizzative per il territorio, ricorda che il modo di fare il medico di famiglia è oggi imposto dall’invecchiamento della popolazione e annuncia che l’assistenza domiciliare-Adi ha centrato l’obiettivo intermedio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza raggiungendo 530 mila nuovi assistiti over 65 al domicilio in più rispetto al 2019.

Gli stessi MMG, per bocca dei loro rappresentanti sindacali, sostengono che dovranno integrarsi al meglio nella rete dei servizi territoriali servendosi della collaborazione di altre figure professionali, tra le quali non mancherà sicuramente il Fisioterapista.

Insomma, perché impedire nel 2024 le cure se manca una figura che nemmeno il mondo medico considera centrale, ma solo eventuale in riabilitazione?

Gianni Melotti
Fisioterapista

11 Aprile 2024

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