Sicurezza nei servizi psichiatrici, le misure non bastano senza investimenti

Sicurezza nei servizi psichiatrici, le misure non bastano senza investimenti

Sicurezza nei servizi psichiatrici, le misure non bastano senza investimenti

Gentile Direttore,
è importante la richiesta di Anaao affinché in caso di chiamata da parte dei Servizi della salute mentale, in particolare Spdc, si abbia il pronto intervento delle Forze dell’Ordine e che in tal senso si esprimano i competenti ministeri, in primis quello dell’Interno. Nessun luogo deve essere extra legem. Pratiche virtuose e collaborazioni significative tra sanitari e Forze dell’Ordine sono già in atto in diverse realtà.

Come noto, il tema della sicurezza delle cure, dei pazienti e degli operatori è più complesso e certamente non nuovo.

Quindi occorre chiedersi quale sia lo stato di applicazione e quali siano i primi i risultati del decreto n.137 approvato a ottobre 2024 che ha previsto l’arresto in flagranza (esteso fino a 48 ore), l’ inasprimento delle pene, l’installazione di circuiti di videosorveglianza.

Secondi i dati nel primo trimestre 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente si è registrato un aumento delle aggressioni del 37%. È stata istituita la giornata del 12 marzo…

Da tempo si parla di bisogni di risorse professionali ma nessun piano straordinario di assunzioni è stato approvato e talora non è assicurato nemmeno il turnover. Da sempre invocato, il 5% della spesa sanitaria per la salute mentale, è assai lontano. Mancano oltre 3 miliardi…

Viste le difficoltà a reperire personale perché non migliorare le indennità a chi lavora in salute mentale?

Ancora quali interventi su aspetti strutturali (le collocazioni dei servizi e lo stato degli edifici), sui percorsi, l’organizzazione, il risk management, la formazione e i piani di prevenzione e di emergenza? La sicurezza dipende da tutto questo e da un ulteriore variabile culturale e politica che, se di tipo securitario, tende alla psichiatrizzazione (restraint) e criminalizzazione del disagio, della devianza, dell’uso di sostanze e della povertà con evidenti ricadute su servizi di EU e di salute mentale, nonché sulla situazione degli istituti di pena compresi quelli minorili. A distanza di oltre due anni dall’omicidio della psichiatra Barbara Capovani molto resta da fare. Sono fondamentali il dialogo e la collaborazione interistituzionale per diritti e le risorse.

Il Piano Salute Mentale 2025-30, meritoriamente pubblicato ieri da Quotidiano Sanità, può essere oggetto di ampia consultazione e approfondimenti, anche in tema di sicurezza, ma è necessaria la risposta ad una prima fondamentale domanda: come potranno essere applicate le tante azioni previste senza oneri per la finanza pubblica?

Pietro Pellegrini
Direttore Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale Dipendenze Patologiche
Ausl di Parma

16 Luglio 2025

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