Sul blocco dei ‘gettonisti’ il Governo ha fallito

Sul blocco dei ‘gettonisti’ il Governo ha fallito

Sul blocco dei ‘gettonisti’ il Governo ha fallito

Gentile Direttore, il caso del San Raffaele dimostra come gli allarmi lanciati da tempo, oltre al grido d'allarme degli ordini professionali di medici e di infermieri, fossero ben fondati.

Gentile Direttore,

il caso del San Raffaele dimostra come gli allarmi lanciati da tempo, oltre al grido d’allarme degli ordini professionali di medici e di infermieri, fossero ben fondati. Poche settimane fa anche il TAR di Milano ha riconosciuto che l’esercizio della professione da parte di medici che abbiano conseguito i titoli all’estero non può “prescindere dalle verifiche attitudinali, di competenza e di capacità sostanziali prescritte”, annullando così la procedura semplificata della Regione Lombardia per autorizzare l’esercizio professionale dei medici con titolo estero.

I giudici avevano infatti stabilito che l’accesso non può prescindere dalle verifiche attitudinali, di competenza e di capacità, verifiche che solo un ordine professionale può certificare e che sono finalizzate a garantire la competenza tecnica di coloro che intendono esercitare una professione sanitaria.

Invece ci troviamo sempre più di fronte a strutture sanitarie, soprattutto nei pronto soccorso, che utilizzano fino al 30% di personale esternalizzato per coprire i turni. Ciò che era nato come una risposta emergenziale durante la pandemia si è trasformato in una prassi consolidata.

Secondo FNOPI, a fronte dei 461mila infermieri iscritti all’Albo unico nazionale, circa 40mila lavorano con partita IVA, di questi, 27mila risultano attivi e iscritti alla gestione separata previdenziale. Per quanto riguarda i medici, le stime elaborate da Anaao-Assomed e ANAC indicano che nel 2024 il numero dei professionisti a gettone si è collocato tra i 10mila e i 12mila. Numeri che confermano quanto il lavoro a prestazione sia ormai diventato una componente strutturale dell’assistenza. Secondo Nursing Up, un medico “gettonista” può arrivare a guadagnare anche 8.000 euro al mese, mentre un infermiere anche quasi 3.000.

Questi numeri dimostrano ancora una volta che bisogna investire sull’attrattività della professione e soprattutto che l’intento del ministro Schillaci di bloccare il fenomeno dei gettonisti e dei contratti con le cooperative esterne sia oggettivamente fallito. Il governo continua a “tamponare” le carenze croniche di personale con soluzioni temporanee, senza affrontare il nodo cruciale: la valorizzazione del personale sanitario dipendente.

Per questo chiediamo immediatamente al ministro Schillaci di riferire in Aula sul rapporto tra cooperative e strutture pubbliche, accreditate o private e su chi è deputato a fare i controlli sulle professionalità assunte.

Beatrice Lorenzin

Senatrice del Partito Democratico

12 Dicembre 2025

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