Sull’Aids ancora tante parole a vuoto e troppi tabù

Sull’Aids ancora tante parole a vuoto e troppi tabù

Sull’Aids ancora tante parole a vuoto e troppi tabù

Gentile Direttore,
ancora parole a vuoto ma soprattutto tabù nel merito della questione HIV da parte del ministero nella sua Relazione al Parlamento. Se guardiamo ai modelli internazionali di prevenzione di qualsiasi malattia infettiva, in nessuno di questi si darebbe la priorità ad una campagna per fare solo il test HIV.

Fino a prova contraria esiste la PREP ed esistono i Preservativi! PREP e Preservativi sono la Prevenzione necessaria per l’HIV, ma sono evidentemente argomenti tabù.

Nella Relazione esiste una sola volta la parola PREP, quella nell’indice delle sigle, ma non c’è successivamente neanche un rigo che spieghi come in Italia se ne abbia accesso. Figuriamoci a chiedere di ottenere una gratuità ed una facilitazione nella continuità terapeutica di questi antivirali essenziali soprattutto per le popolazioni ad alto rischio.

Ancora più paradossale l’assenza di una campagna pubblicitaria e di un finanziamento per la gratuità dei Preservativi, a fronte di cifre catastrofiche, come l’88.1% delle cause di infezione HIV. La parola Preservativo è citata solo 4 volte nella relazione del ministero, le altre 3 per indicare che il motivo del test è stato solo per il (17,2%) il mancato uso del preservativo, con una quota di maggior consapevolezza da parte delle persone MSM (22,6%).

Sinceramente le parole sprecate nella ridicola gara a chi prende meno l’HIV in Italia è davvero insopportabile. Siccome le persone MSM sono circa il 10% della popolazione, finché il numero di casi HIV in persone MSM sarà superiore al 10%, noi persone LGBTI saremo evidentemente quelle ad elevatissimo rischio relativo.

La relazione spiega in modo chiaro quali sono le popolazioni chiave screenate a maggior rischio (Persone che fanno uso di droghe per via iniettiva, transgender, sex worker, uomini che fanno sesso con uomini (MSM), clienti di sex workers) ma non viene messo in atto nessuno strumento specifico di prevenzione quali sono la PREP e il Preservativo gratuito verso questi gruppi sociali facilmente identificabili, come ha dimostrato invece la campagna per il Monkeypox.

Aggiungerei che la campagna sanitaria per il Monkeypox ha rivelato in Italia, finalmente che non tutte le persone transgender, loro partner o persone omosessuali o MSM sono uguali rispetto al rischio infettivo, ma che sono fondamentali parametri come l’uso di Chemsex, Popper, BDSM, Orge, Bareback, partner promiscui numerosi o anonimi, essere o andare con Sex Workers.

I target della campagna del ministero invece sono generici giovani e tra questi siamo contenti che siano ben identificabili una coppia gay, un ragazzo di etnia africana e una donna incinta. Chi manca?

A queste persone gli si chiede di farlo prima… un figlio? sesso? no, si parla solo del test HIV.

E di farlo (il sesso) con il Preservativo? o di chiedere subito la PREP?

No, niente, perché sono argomenti tabù.

Questa campagna del Ministero cerca le persone malate, ma non fa nulla per impedire che, soprattutto i giovani e le popolazioni ad elevato rischio, evitino del tutto il rischio HIV grazie alla PREP e al Preservativo. Queste parole restano dei tabù sui quali è vietato investire in campagne pubblicitarie ed è vietato garantire la gratuità o la facilità d’accesso.

Manlio Converti
Psichiatra
Presidente AMIGAY aps

11 Gennaio 2023

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