Telemedicina. Le Linee guida non bastano, servono piani operativi

Telemedicina. Le Linee guida non bastano, servono piani operativi

Telemedicina. Le Linee guida non bastano, servono piani operativi

Gentile direttore,
se guardiamo le diverse fasi della gestione e trattamento del paziente, passando dalla prevenzione, diagnosi e cura, ci accorgiamo che moltissime sono le tipologie di dispositivi medici e dispositivi medico-diagnostici in vitro che, grazie all’integrazione dell’ICT, finiscono con l’implementare soluzioni e applicazioni di “telemedicina”.

Pensiamo ad esempio, alla tele cardiologia, alla televideo consultazione (trasmissione esami diagnostici, immagini patologiche, vetrini istologici, teleconsulto dermatologico, etc.) alla teleassistenza e telesoccorso, alla tele riabilitazione (riabilitazione fisica, pneumologica e cardiologica).

Sarebbe riduttivo andare a “comprendere” quindi le sole imprese che fanno specificatamente “teleassistenza/telesoccorso” e indicarle come “telemedicina”, tralasciando i servizi di TAC e RMN piuttosto che della diagnostica di laboratorio (che oggi rendono possibili soluzioni di teleconsulto/second opinion), piuttosto quelle di device impiantabili.

Si tratta di un momento importante a livello dell’innovazione nel contesto dei dispositivi medici, e gli elementi abilitanti la telemedicina stanno fornendo sempre nuove opportunità a favore della Sanità, avendo sempre al centro la persona. Nell’eterogeneità di applicazioni nel contesto della telemedicina, le situazioni sono naturalmente differenti.

Non è possibile ragionare sulla telemedicina in quanto tale, senza pensare alle prestazioni e relativo ambito.

Ciò premesso, vi sono degli aspetti/criticità che hanno bisogno di essere affrontati, quali: la definizione e qualificazione della telemedicina quale “servizio”, i conflitti giurisdizionali e la mobilità del paziente, la responsabilità dell’operatore sanitario, la protezione e trattamento del dato sensibile, le sperimentazioni cliniche, un modello di analisi e valutazione delle esigenze, la formazione, la necessità di un approccio comune alla identificazione/risoluzione delle criticità e di modelli gestionali standard, gli aspetti formativi, la necessità di un nuovo modello di valutazione per l’acquisizione della tecnologia.

Finché non ci sarà una volontà chiara di affrontare il tema in maniera sistemica, ossia superando  la logica delle singole sperimentazioni ed affrontando le sfide di un cambiamento culturale, di organizzazione dei processi e del personale sanitario, dell’integrazione tra Medicina Ospedaliera e Medicina del Territorio, la telemedicina non potrà mai divenire una realtà ben consolidata.

La tecnologia è ormai disponibile e poco costosa, i vantaggi in termini di risparmio ed efficienza sono ormai acclarati, fino a ieri mancava la volontà da parte di tutti gli stakeholders, a partire dalle Istituzioni, di passare dalle tante parole ai fatti.

Sono d’accordo con il Presidente Beux quando afferma che potremo dare un autorevole contributo allo sviluppo della Telemedicina.

In maniera pragmatica, pur non essendo un esperto di economia sanitaria, come professionista sanitario mi sento di dire che sia ormai giunto il momento di definire sistemi di compensazione, processi e protocolli e, soprattutto, di fare formazione.

Sono ormai praticamente definite le Linee Guida sulla Telemedicina, ma da sole non bastano. Servono dei programmi operativi a livello regionale, con obiettivi chiari e tempi di implementazione ben definiti, e con sistemi di controllo efficaci.

Viviamo in un momento delicato: la congiuntura economica rischia di compromettere le fondamenta di un Sistema Sanitario considerato uno dei migliori al mondo. Il diritto alla salute, sancito dalla nostra Costituzione, non può e non deve essere minacciato. E’ possibile coniugare rigore economico e investimenti, se mirati all’efficientamento.

La Telemedicina, insieme agli altri strumenti di digitalizzazione dei processi (dematerializzazione di documenti ed immagini, creazione di Reti di Patologia telematiche, diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico) sono processi tecnologicamente realizzabili, basta volerli implementare.

Dr. Saverio Stanziale  
Presidente Commissione Albo Nazionale TSLB

23 Dicembre 2020

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