Toscana. No alla demedicalizzazione del 118

Toscana. No alla demedicalizzazione del 118

Toscana. No alla demedicalizzazione del 118

Gentile Direttore,
in relazione all'articolo pubblicato su La Nazione di Firenze lo scorso 31 maggio 2018, pur non conoscendone la fonte, riteniamo doverosa da parte nostra una risposta in merito alle anticipazioni sul futuro 118 toscano là ipotizzate. Premettiamo che SNAMI come gli altri sindacati medici non ha nessuna informazione certa circa il riassetto del 118 da parte della Regione Toscana dal momento che non sono stati convocati i sindacati medici al tavolo in cui viene definito il futuro assetto. 

Siamo in una situazione disastrosa, negli ultimi anni molti medici del 118 sono sottoposti ad un carico di lavoro enorme, sono impossibilitati a trasferirsi in altre Asl, e lavorano con protocolli e dotazioni difformi da zona a zona.

Si parla di carenza di medici ma bisogna sottolineare che non è stata messa in atto nessuna di tutte le possibili azioni per reclutare personale medico del settore, a cominciare dalla pubblicazione delle “zone carenti” da parte delle ASL per nuovo personale convenzionato, passando attraverso l'istaurazione dei corsi DEU, e per finire concorsi per nuovo personale dipendente.  

Pensare poi che il medico del Pronto Soccorso debba gestire le chiamate del 118, dovendo lasciare l'attività che sta svolgendo per salire sull'automedica insieme all'infermiere e partire per un servizio di emergenza territoriale è allucinante. Sperimentazioni di “doppia attività” effettuate in alcuni Pronto Soccorso sono state abolite o limitate a zone montane a bassa attività operativa, come prescrive la legge. 

Chi propone questi modelli di attività non sa cosa significa essere medico del 118. 

Non è neanche pensabile che i medici in carico al Pronto Soccorso, già sotto organico e oberati da una mole di lavoro sempre crescente che comprende molti accessi impropri, possano essere impiegati in attività di emergenza territoriale. 

Il sovraccarico delle ore di lavoro, che in alcuni casi possono superare anche le 250 ore mensili, come abbiamo fatto notare in altre occasioni, e modelli organizzativi spesso inadeguati vanno a danno del cittadino che si trova professionisti sempre più stanchi e sempre più demotivati.

Il riferimento al modello americano del 911 è poi assolutamente fuorviante, in quanto tutto il modello della sanità è da noi fortunatamente diverso così come è diverso il concetto di diritto alla salute, diverse sono le risorse dedicate alla sanità pubblica e quindi al settore dell’emergenza urgenza.

Riguardo alla implementazione del personale infermieristico nell’emergenza riteniamo che debba essere attuata nell’ambito di modelli organizzativi integrati, come già ampiamente descritto in letteratura, che prevedono un sistema che comprende tutte le risorse utilizzandole nel modo appropriato.

La semplice sostituzione dell'automedica con ambulanza infermieristica è inaccettabile in quanto è evidente che medici e infermieri non sono intercambiabili dal momento che sono figure distinte e complementari. Il mezzo su gomma più avanzato è rappresentato dall'automedica il cui utilizzo dovrebbe essere riservato ai codici maggiori e al supporto ad altri mezzi e non certo per attuare una sorta di “guardia medica avanzata” a domicilio come prospettato. In definitiva noi non siamo certo contrari alla figura dell'infermiere in emergenza ma è inaccettabile sostituire il medico con l'infermiere in relazione unicamente al risparmio o sulla base di necessità improvvise e con formazione talvolta non adeguata.

Riguardo ai numeri citati dei vari mezzi in servizio possiamo dire che questi siano dovuti ad una storico radicamento del volontariato sanitario sul territorio che precede di molto l’avvento del 118 e che ha posto la nostra regione spesso all’avanguardia nell’emergenza territoriale pur con costi di gestione più contenuti rispetto ad altre realtà.

In definitiva viene prospettata una demedicalizzazione del territorio e anche una deprofessionalizzazione con la maggior parte delle emergenze-urgenze gestite dai volontari, pensando che la presenza del DAE (defibrillatore automatico) possa sostituire la presenza dei sanitari. Questo è semplicemente assurdo e per certi versi è un ritorno ad un lontano passato, come ha fatto notare il Sis-118.

I tavoli per un futuro riassetto dovranno comprendere i nostri sindacati oltre a quelli infermieristici e si dovrà tenere conto del fatto che la “spending review” deve essere fatta nel settore dirigenziale e amministrativo, tagliando il meno possibile i servizi ai cittadini.
 
Snami Toscana 

07 Giugno 2018

© Riproduzione riservata

Punti nascita Toscana. Il ministero ha deciso: chiusura per Poggibonsi, monitoraggio di 6 mesi per Montevarchi, deroga di 12 mesi per Nottola
Punti nascita Toscana. Il ministero ha deciso: chiusura per Poggibonsi, monitoraggio di 6 mesi per Montevarchi, deroga di 12 mesi per Nottola

La Regione Toscana, l'assessorato al diritto alla salute e la Asl Toscana Sud Est esprimono forte rammarico e disappunto per il parere espresso dal Comitato percorso nascita nazionale del ministero...

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...