Troppi sanitari aggrediti. Lorenzin apra un tavolo nazionale anti violenza al ministero della Salute

Troppi sanitari aggrediti. Lorenzin apra un tavolo nazionale anti violenza al ministero della Salute

Troppi sanitari aggrediti. Lorenzin apra un tavolo nazionale anti violenza al ministero della Salute

Gentile Direttore,
le scriviamo  a seguito di un ennesimo  episodio di brutale aggressione avvenuto ai danni di una dottoressa medico e di un’operatrice sanitaria che prestano servizio al Pronto Soccorso dell'ospedale Maggiore di Bologna ad opera di una paziente oncologica seguita dal CSM. La prognosi per le vittime è stata rispettivamente di circa due e tre settimane.
 
Tale episodio è avvenuto a breve distanza di tempo da quanto accaduto in Sicilia ai danni di un medico vittima di un attacco organizzato da un commando di facinorosi.
 
Nell’esprimere solidarietà alle colleghe ci preme fare una piccola considerazione sul fatto che la violenza da parte di terzi, alla luce di quanto sta accadendo, sembra non avere né connotazione di genere né di localizzazione geografica.
 
Ci chiediamo, a questo punto con viva preoccupazione, di conoscere quanto sia stato fatto dalle Aziende sanitarie e dai Servizi territoriali dopo l’emanazione delle Raccomandazioni del 2007 dal Ministero della Salute per prevenire i casi di violenza sul personale sanitario e soprattutto per studiare la rilevanza del fenomeno e circoscriverne la diffusione e gli effetti.
 
Nelle raccomandazioni si consiglia di diffondere una politica di tolleranza zero verso atti di violenza, fisica o verbale, nei servizi sanitari e di assicurarsi che operatori, pazienti, visitatori siano a conoscenza di tale politica; si incoraggia il personale a segnalare prontamente gli episodi subiti e a suggerire le misure per ridurre o eliminare i rischi; di facilitare il coordinamento con le Forze di Polizia o altri soggetti che possano fornire un valido supporto per identificare le strategie atte ad eliminare o attenuare la violenza nei servizi sanitari e infine di assegnare la responsabilità della conduzione del programma a soggetti o gruppi di lavoro addestrati e qualificati e con disponibilità di risorse idonee in relazione ai rischi presenti.
 
Ci chiediamo quanti adeguamenti tecnologici e strutturali (.. sistemi di allarme, pulsanti antipanico…) sono stati realizzati nelle Aziende sanitarie?
Quali programmi formativi sono stati realizzati per consentire al personale sanitario di difendersi?
Esiste un elenco di soggetti addestrati alla conduzione di programmi anti violenza ad hoc?
 
Chiediamo, pertanto, che il Ministro della Salute Lorenzin istituisca con urgenza un tavolo nazionale anti-violenza sugli operatori della salute per approfondire tale tematica e per giungere a soluzioni condivise e uniformi in tutto il Comparto Sanità; che la prevenzione del rischio sia effettiva: clinico/assistenziale/lavorativo/ambientale/organizzativo idoneo alla Sicurezza delle cure.
 
Antonia Carlino 
Cisl Medici Lombardia
 
Marisa Faraca 
Cisl Medici Emilia Romagna
 
Giusy Fera
Cisl Medici Liguria
 
Maria Ludovica Genna 
Cisl Medici Campania

A.Carlino, M.Faraca, G.Fera e M.L.Genna (Cisl Medici)

19 Gennaio 2017

© Riproduzione riservata

Escludere lo psicologo dall’équipe di base delle CdC è una scelta che il Ssn non può permettersi
Escludere lo psicologo dall’équipe di base delle CdC è una scelta che il Ssn non può permettersi

Gentile Direttore,nella sanità pubblica italiana siamo abituati a misurare i costi di ciò che facciamo. Abbiamo indicatori per i ricoveri, per le prestazioni specialistiche, per i farmaci. Siamo diventati meticolosi...

Il ruolo strategico del Responsabile organizzativo nelle Case della Comunità
Il ruolo strategico del Responsabile organizzativo nelle Case della Comunità

Gentile Direttore, In Emilia-Romagna le Case della Comunità rappresentano uno dei cardini della riorganizzazione dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria territoriale, evoluzione delle precedenti Case della Salute. Si configurano come punti di...

Nutrizione clinica e LEA: una lacuna da colmare nel SSN
Nutrizione clinica e LEA: una lacuna da colmare nel SSN

Gentile Direttore, l’inserimento delle prestazioni di nutrizione clinica nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) rappresenta un tema ormai non più procrastinabile per il Servizio Sanitario Nazionale. Negli ultimi anni si...

Chi ha paura dell’AI?
Chi ha paura dell’AI?

Gentile direttore,per chi scrive di sanità, e in particolar modo di infermieristica, sta diventando sempre più rischioso usare con disinvoltura la sigla AI - comunemente associata al mondo dell’Intelligenza artificiale...