Un Ordine dei medici deve collocarsi ‘in alto’ per salvaguardare la professione

Un Ordine dei medici deve collocarsi ‘in alto’ per salvaguardare la professione

Un Ordine dei medici deve collocarsi ‘in alto’ per salvaguardare la professione

Gentile direttore,
come già evidenziato in queste settimane, diversi Ordini provinciali stanno procedendo al rinnovo dei loro Consigli Direttivi, ed è proprio in questo contesto che sento l’esigenza di sottolineare le priorità che dovrebbero essere al centro delle liste e delle candidature presentate.
Mi preme dunque delineare le motivazioni che dovrebbero animare chi si propone di guidare l’Ordine, in linea con il ruolo fondamentale che un Ente sussidiario dello Stato come quello dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri deve rivestire.
Per definire meglio questo ruolo e queste funzioni, evitando di ripetere declaratorie da tutti conosciute e forse anche scontate, è preferibile esporre sinteticamente ciò che l’Ordine non può e non deve essere.
L’Ordine non può rappresentare solamente alcune parti delle tante professionalità che oggi caratterizzano il mondo della Medicina e della Sanità, non deve identificarsi con schieramenti precostituiti, sindacalmente o politicamente orientati, non può esercitare un ruolo di contrapposizione tra professionalità all’interno di un contesto sanitario in rapida trasformazione e nel quale anche altre professionalità hanno giustamente trovato ruoli e funzioni importanti.
In questa prospettiva, il ruolo e le funzioni dell’Ordine dei Medici saranno tanto più legittimati e valorizzati quanto più l’Ordine stesso riuscirà a collocarsi “in alto”, per poter davvero salvaguardare e promuovere la nostra professione.
Collocarsi “in alto” non vuol dire vivere il proprio ruolo in modo disincarnato o disincantato rispetto alle problematicità che il sistema sanitario sta vivendo. Significa, invece, leggere queste problematicità da una prospettiva “alta” non coinvolta in visioni o in interessi di parte e, proprio per questo, in grado di esprimere posizioni e formulare proposte condivise orientate alla valorizzazione della nostra professionalità e all’ottimizzazione di un Sistema Sanitario che, in tutte le sue articolazioni, possa svolgere la sua funzione nella tutela della salute di tutta la popolazione.
Queste dovrebbero essere le ragioni di un impegno puro, che valorizzi il ruolo della Donna, garantendo nella composizione delle liste la parità di genere, non come un adempimento puramente formale, ma come espressione concreta della convinzione del ruolo determinante che le Donne svolgono in tutte le diverse professionalità che compongono il nostro mondo: un ruolo che deve essere sempre più valorizzato e riconosciuto anche a livello dirigenziale e di rappresentanza.
Concludo questa riflessione auspicando una partecipazione ampia, democratica e plurale alle imminenti votazioni, affinché l’esito elettorale acquisisca maggiore forza e legittimità, tanto nella composizione dei Consigli Direttivi quanto nell’assegnazione delle cariche e dei ruoli. Invito inoltre, tutti a riflettere sul fatto che oggi la tecnologia è sufficientemente solida e matura per consentire a tutti di votare a distanza in piena autonomia e consapevolezza ma, da quanto è possibile constatare, gli Ordini dei Medici che voteranno telematicamente si contano sul palmo della mano. “Non sarebbe pertanto opportuno rimettere tale decisione (ndr se in presenza o in modalità telematica) agli stessi iscritti anziché ai Consigli Direttivi uscenti potenzialmente interessati dalla procedura?”.

Mario Giannoni
Presidente Omceo L’Aquila

25 Settembre 2024

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