Una Sanità non curante di se stessa: reagire non resistere

Una Sanità non curante di se stessa: reagire non resistere

Una Sanità non curante di se stessa: reagire non resistere

Gentile Direttore,
la sanità è l’insieme delle regole e delle risorse umane, strutturali e tecnologiche dedicate alla tutela della salute. Una “sana” sanità che non sa prendersi cura delle proprie risorse umane può davvero prendersi cura di una popolazione?

Attraverso uno studio è stato possibile valutare e confrontare con la letteratura esistente l’entità degli esiti di salute mentale e fattori associati degli infermieri, mettere in risalto le difficoltà e i problemi incontrati dagli operatori sanitari, le difficoltà gestazionali nel produrre risultati che possano indirizzare azioni e politiche di sostegno rivolte agli operatori stessi e alla riorganizzazione dei servizi.

Gli Infermieri coinvolti nella rete di gestione dell’emergenza, impegnati sia in setting clinici che di comunità, sono i pilastri su cui si fonda la risposta efficace dell’assistenza. È quindi fondamentale investire quanto più possibile per proteggerne la loro salute fisica e mentale. Implementare le risorse di supporto psicologico per sostenere i professionisti che quotidianamente si confrontano con l’emergenza, garantendole anche nel periodo successivo all’emergenza, può contribuire a potenziare le abilità di adattamento e a promuovere l’empowerment personale.

Nello specifico, gli interventi che dovrebbero essere sviluppati per migliorare la salute mentale degli Infermieri sono:

1. Interventi di Supporto. Fornire supporto agli operatori sanitari principalmente attraverso familiari, governo, società/comunità, organizzazioni, colleghi e supervisori; fornire un sistema di supporto tra pari; assegnazione di équipe professionali di psicoterapia; dedicare attenzione alle opinioni e alle idee del personale infermieristico tramite una serie di canali di input e feedback; fornire supporto per soddisfare bisogni emotivi e psicologici; fornire servizi di psicologia online, nonché interventi per crisi psicologiche face to face; essere sicuri di ricevere tempestivamente cure per sé e per i propri familiari infetti.

2. Interventi di Motivazione. Riconoscere gli sforzi del personale sanitario da parte dei dirigenti ospedalieri, del governo e della società; attivare il senso di responsabilità e di intenti e risvegliare lo spirito di attività degli stessi da parte di dirigenti e supervisori;

3. Interventi di Protezione. Questi interventi includono: fornitura di dispositivi di protezione individuale (DPI) adeguati ed efficaci; affrontare le esigenze fisiche degli operatori sanitari come l’accesso a pasti sani e idratazione, considerando pause di riposo regolari; progettare un luogo sicuro per il loro riposo; considerare orari di lavoro più brevi e turni a rotazione soprattutto per coloro che lavorano in reparti ad alto rischio; alloggio per il personale che lavora in aree ad alto rischio e per coloro che effettuano turni rapidi che non vivono nelle immediate vicinanze dell’ospedale; fornire sostegno per le esigenze di custodia dei bambini; invio di squadre mediche da altre aree con un numero inferiore di pazienti; continuare a monitorare e controllare il benessere fisico e mentale degli operatori sanitari; identificare il personale che è esaurito o ha disagio psicologico.

4. Interventi di Educazione e Formazione. Fornire educazione psicologica e sulla salute mentale online tramite programmi di comunicazione; sviluppare e pubblicare le linee guida pertinenti, libri, manuali, direttive e documenti, articoli / video educativi online; fornitura della gestione dello stress da incidente critico; addestramento alla consapevolezza; formazione all’assertività; formazione alla consapevolezza di sé; e formazione sulla protezione. Utilizzo della piattaforma tecnologica e dei servizi online In queste situazioni critiche in cui i contatti faccia a faccia aumentano il rischio di trasmissione di infezioni. La maggior parte degli interventi di supporto, educativi e psicologici nella pandemia vengono eseguiti utilizzando Internet e strumenti online

Appare evidente pertanto come il benessere psicofisico degli Infermieri non sia procrastinabile e sia sempre più necessario implementare programmi di screening volti a individuare i loro problemi di salute mentale. In questo modo si potrebbero sviluppare interventi psicologici mirati, come ad esempio sportelli di ascolto all’interno degli ospedali, programmi di psicoterapia e di sostegno psicologico. È essenziale affrontare il problema del loro benessere oltre a considerare nuovi approcci per migliorare la loro salute mentale.

Dario Solimene
Infermiere

31 Maggio 2024

© Riproduzione riservata

Sereni (Pd): “Bene accordo per le Case della Comunità. Si poteva fare prima e senza drammi”
Sereni (Pd): “Bene accordo per le Case della Comunità. Si poteva fare prima e senza drammi”

Gentile direttore,nella tarda serata di ieri è arrivata la notizia di un accordo nazionale tra Governo, Regioni e i principali sindacati dei Medici di Medicina Generale per garantire la presenza...

Il Fine vita: la storia infinita
Il Fine vita: la storia infinita

Gentile Direttore,correva l’anno 2019 quando la Consulta con la storica sentenza n. 242, sull’ormai notorio caso Cappato/DJ Fabo, depenalizzava l’aiuto al suicidio in Italia sottoponendolo, però, a determinate condizioni che...

No a una separazione etica e clinica tra cure palliative e suicidio assistito
No a una separazione etica e clinica tra cure palliative e suicidio assistito

Gentile Direttore, la Consulta di Bioetica ha riflettuto sul Position Paper della Società Italiana di Cure Palliative in merito al rapporto tra cure palliative e suicidio medicalmente assistito. È un...

Cure primarie: il tempo delle scelte è finito
Cure primarie: il tempo delle scelte è finito

Gentile Direttore,sulle cure primarie il rischio è continuare a discutere degli strumenti dimenticando il problema reale. Da anni il dibattito è sugli assetti della medicina generale, sulle Case di Comunità...