Le posizioni no vax dell’Ordine dei biologi danneggiano la professione

Le posizioni no vax dell’Ordine dei biologi danneggiano la professione

Le posizioni no vax dell’Ordine dei biologi danneggiano la professione

Gentile direttore,
in qualità di Presidente della Fondazione Italiana Biologi sono costretto ad entrare nel merito di quanto sta succedendo all’Ordine Nazionale dei Biologi sollecitato da tantissimi biologi che vedono il loro titolo professionale riportato sulla stampa cartacea e su quella digitale in termini estremamente negativi. Il biologo ha impiegato cinquanta anni per conquistare un posto di rilievo nel campo scientifico e nel settore lavorativo e professionale.

Mi riferisco a quanto l’attuale Presidente pro tempore dell’Ordine in quest’ultimo anno ha deciso di sponsorizzare la causa no vax.

Pubblicamente dichiara di non essere “no vax” ma i convegni e i relatori dicono esattamente il contrario, sicché l’attuale Presidente è smentito dai fatti.
L’ex senatore D’Anna continua fare politica e non a tutelare il titolo professionale di biologo.

Hanno preso posizione contro la sua posizione sui vaccini ben 19 associazioni scientifiche, le università di Pavia e Padova e due associazioni di biotecnologi. Il Presidente pro tempore ha allora accusato i Professori universitari di prendere posizioni a favore dei vaccini per difendere i loro interessi di ricercatori sponsorizzati dalla industria farmaceutica. Gli stessi sono stati minacciati di querele e denunce.

Il Presidente D’Anna ha finanziato una associazione no vax, la Corvelva, con 10 mila euro dei soldi degli iscritti per far eseguire delle analisi sui vaccini.
La Corvelva ha eseguito analisi sui vaccini che sono state contestate per la fumosità e l’inattendibilità dei metodi eseguiti.

Nonostante le contestazioni il Presidente pro tempore ha continuato con pervicacia nella difesa, seppur debole scientificamente, della bontà delle analisi eseguite da Corvelva.

Il Corriere della Sera, la Repubblica, la Stampa e Next quotidiano solo per citarne alcuni, hanno pubblicato articoli mettendo in rilievo soprattutto il pericolo di un messaggio distorto che dà voce ai contestatori della vaccinazione. Molte malattie sono state sconfitte dai vaccini e vi è il rischio che possano ritornare e colpire una popolazione che ha poche e lente difese contro batteri e virus, basta vedere il numero crescente di casi di morbillo.

I biologi si vedono portati alla ribalta in modo negativo e i ricercatori, numerosi che operano spesso con grandi difficoltà per le ristrettezze economiche in cui versano le università, vedono vanificato il loro lavoro. Molti lavori e scoperte scientifiche sono merito dei biologi e dei biotecnologi.
Abbiamo segnalato più volte al Ministero della Salute, che è il Ministero vigilante, questo grave stato di disagio della categoria e ci è sempre stato risposto che il Ministero nulla può fare verso questi comportamenti.

Lo stesso Ministero della Salute sia negli anni passati che attualmente sta spingendo con leggi e comunicati pubblicitari, importante mezzo di tutela della salute affinché tutta la popolazione possa usufruire di questo importante mezzo di difesa dalle malattie.

Si chiede al Ministro della Salute, ai componenti della Camera e del Senato di porre un argine nei confronti del Presidente pro tempore per evitare che la disinformazione o le false notizie sulla composizione dei vaccini possano veramente degenerare in eventi di difficile gestione e in un ulteriore aggravio delle spese sanitarie, con impatto anche sul servizio sanitario nazionale.

Ermanno Calcatelli
Presidente Fondazione Italiana Biologi

Ermanno Calcatelli

14 Febbraio 2019

© Riproduzione riservata

Il rapporto pubblico-privato: il caso delle case di cura in cui il Ssn si fa concorrenza sleale da solo
Il rapporto pubblico-privato: il caso delle case di cura in cui il Ssn si fa concorrenza sleale da solo

Gentile Direttore, partiamo da una considerazione preliminare utile a evitare equivoci: non sono a priori favorevole a ridurre di per sé il ruolo della sanità privata all’interno del Servizio Sanitario...

Suicidio assistito, nel confronto servono rigore e rispetto: no a toni divisivi sulle cure palliative
Suicidio assistito, nel confronto servono rigore e rispetto: no a toni divisivi sulle cure palliative

Gentile Direttore, nel riscontrare la lettera aperta firmata da S. Livigni, M. Immacolato, M. Mori, R. Morini e F. Fiocca, pubblicata su Quotidiano Sanità,  non possiamo non stigmatizzare il tono...

Incompatibilità, dirigenza, autonomia: una riforma senza coerenza sistemica
Incompatibilità, dirigenza, autonomia: una riforma senza coerenza sistemica

Gentile Direttore,seguiamo con attenzione il dibattito parlamentare sulla riforma delle professioni sanitarie e, alla luce degli emendamenti depositati, sentiamo l’esigenza di condividere alcune riflessioni che credo possano contribuire a un...

Ma mi faccia il piacere!
Ma mi faccia il piacere!

Gentile Direttore,era il 23 dicembre 1978, l’onorevole, lei sì, Tina Anselmi, primo Ministro della sanità donna, enunciava in Parlamento i principi del nuovo Servizio Sanitario Nazionale su cui poggiava la...