Forza ragazzi!, da un Tsrm in pensione

Forza ragazzi!, da un Tsrm in pensione

Forza ragazzi!, da un Tsrm in pensione

Gentile Direttore,
che la sanità calabrese sia al collasso non è una novità di oggi, da tanti anni i diversi piani di rientro, hanno sancito il blocco del turn over, creando tanti disagi ai cittadini, ai lavoratori e agli ospedali di tutta la regione. Tante volte sono state manifestate esigenze dovute a carenze di personale con chiusura di reparti e diversi appelli alle istituzioni, non sono state ascoltate in tanti anni di commissariamento. Sono Tecnico di Radiologia Medica in pensione da circa cinque anni e in passato per circa 43 anni ho lavorato in diversi settori della sanità pubblica.
 
La mia storia personale e lavorativa, è comune a tanti operatori sanitari calabresi (medici, tecnici, infermieri) che in passato hanno subito il blocco del turnover e con grandi sacrifici personali hanno portato avanti , una sanità mal gestita troppo spesso violentata a danno dei pazienti e dei lavoratori! In tale contesto per me, fare Il Tecnico di Radiologia, è stato il mestiere più bello del mondo!
 
Se ripercorro, la storia di questi lunghi anni, mi vengono in mente tanti ricordi di volti e di storie, ma soprattutto di pazienti con i quali ho condiviso i loro problemi, le loro emozioni e in alcuni casi anche il loro dolore. In tanti anni di lavoro, ho scoperto il senso della fatica, della dignità e dell'amore con la soddisfazione di aver fatto il proprio dovere! Ho scoperto anche tanta mortificazione, ma anche la gioia di aver riconquistato “la dignità calpestata sul lavoro”, che mi ha ripagato dalla sofferenza subita! In questo periodo di pandemia, tanti giovani colleghi, sono impegnati/e nella difficile impresa di garantire prestazioni tecnico sanitarie di radiologia in ospedale con turni festivi di lavoro in emergenza.
 
Avevo 21 anni quando dopo il diploma ho iniziato a studiare per fare il Tecnico di Radiologia Medica nel Presidio Ospedaliero A. Pugliese di Catanzaro, era il 1975.In quel periodo il posto di lavoro garantito era una normalità di quegli anni. Per me lavorare nello stesso luogo in cui ho vissuto la mia fanciullezza (in una parte di quello che oggi rappresenta il nuovo parco delle biodiversità di Catanzaro) è stato ancora più bello, perché vedevo costruire fin da bambino, giorno dopo giorno il luogo in cui ho passato gran parte della mia vita.
 
La fine degli anni 70, sono stati anni di conquiste professionali, che hanno portato i Tecnici di Radiologia Medica ad indossare il camice bianco anziché il camice nero da camera oscura, che hanno decretato il riconoscimento di una grande dignità tecnico sanitaria professionale fino ai giorni nostri e al riconoscimento di tante conquiste a cui credo anche io ho contribuito. La mia è stata una generazione cresciuta con la voglia di cambiare il mondo per conquistare l'università che nel tempo è diventata realtà con grandi cambiamenti tecnico professionali.
 
Sono passati tanti anni e decenni che hanno cambiato la società, modificando il “clima umano e professionale”, di tanti giovani Tecnici di Radiologia di oggi che negli anni passati ho avuto il piacere di seguire nel loro percorso di lavoro e studio professionale, cercando di far capire loro che nel tempo il loro lavoro sarebbe diventato determinante in circostanze molto difficili come quella che oggi stiamo vivendo.
 
Fare i tecnici di radiologia significa anche guadagnare poco più di 1400 euro mensili a differenza dei stipendi medi europei che si aggirano sui 3800 euro e questo fa capire perché molti giovani non vogliono più fare questo lavoro. In questo contesto lavorativo oggi i tecnici di radiologia rischiano contagi da COVID da parte di pazienti molto spesso asintomatici che successivamente vengono scoperti positivi dopo un esame TC o radiografie precauzionali. In questo periodo, la situazione diventa sempre più difficile per i circa 28.000 colleghi Tecnici di Radiologia Medica in prima linea nella lotta al virus! La situazione di oggi è drammatica in tutta Italia a prescindere dalle varie zone.
 
I Pronto Soccorso sono al collasso come tante degenze trasformate in degenze Covid. Sono convinto che tanti colleghi TSRM ce la stanno mettendo tutta per superare questo momento. Con tutto il sistema sanitario che si trova in difficoltà, voglio far sentire la mia vicinanza anche se mi rendo conto che bisogna andare avanti per far sentire vicinanza ai tanti pazienti con un semplice sorriso attraverso una mascherina che non è facile fare ma che a volte e determinante sia per se stessi che per i malati! Forza ragazzi!

Giuseppe Mastria
Tecnico di radiologia medica
(in pensione)

17 Novembre 2020

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