Incentivi ai medici nei piccoli comuni e nelle aree montane del Piemonte. Saitta incontra i sindaci

Incentivi ai medici nei piccoli comuni e nelle aree montane del Piemonte. Saitta incontra i sindaci

Incentivi ai medici nei piccoli comuni e nelle aree montane del Piemonte. Saitta incontra i sindaci
La proposta era stata lanciata in occasione di un incontro tra l’assessore e il presidente di Anci Piemonte Alberto Avetta. Ma il passaggio fondamentale sarà l’intesa con i sindacati dei medici di famiglia. Incentivi anche ai medici che sceglieranno di associarsi. Ai comuni, invece, il compito di farsi carico degli aspetti logistici, offrendo facilitazioni nei costi delle sedi degli studi e nell’attivazione dei servizi connessi.

Un patto operativo con le amministrazioni comunali e con i sindacati dei medici per garantire la presenza di medici di famiglia e pediatri nei piccoli Comuni e nelle aree montane del Piemonte. È la proposta lanciata nelle scorse settimane in occasione di un incontro tra l’assessore alla Salute del Piemonte, Antonio Saitta, e il presidente di Anci Piemonte Alberto Avetta e discussa anche ieri nell'incontro avuto in assessorato con gli amministratori dei Comuni di Roccavione, Lanzo, Acceglio, Sestriere, Ormea, Pray, Venasca, San Michele Mondovì, Novello, Bastia Mondovì e Frabosa Soprana, accompagnati dai vertici di Anci Piemonte (il presidente Alberto Avetta, i vicepresidenti Gianluca Forno e Michele Pianetta) e di Uncem Piemonte.
 
“Siamo al lavoro per trovare nell'immediato una risposta alla carenza di medici sui territori, un problema nazionale che nei prossimi anni rischia di trasformarsi in una vera emergenza a causa del numero insufficiente di borse di studio erogate dal Governo. Come Giunta regionale siamo pronti ad approvare un provvedimento per assicurare un contributo aggiuntivo per i medici di famiglia e i pediatri che decideranno di operare nei Comuni e nelle aree con poca popolazione” ha spiegato l'assessore Saitta.

L’intenzione dell’assessorato alla Sanità è di adottare un piano che riguarda 15 diverse aree del Piemonte, dove oggi operano 178 medici di famiglia e 35 pediatri, individuate in particolare in base alla bassa densità abitativa. Si tratta di un atto che avrà effetto immediato, con l’obiettivo di far fronte alle situazioni più critiche. Nei mesi scorsi la Regione aveva già deciso di aumentare il numero di borse di studio in Medicina generale: nel triennio 2018/21 saranno 70 in più, per un totale di 189.
 
“Oltre a premiare chi deciderà di operare nei piccoli Comuni e nelle aree montane, la Regione incentiverà i medici che sceglieranno di associarsi e dunque fornire un servizio più appropriato alle esigenze del territorio – sottolinea Saitta -. La nostra proposta è che le amministrazioni comunali si facciano invece carico degli aspetti logistici, offrendo facilitazioni nei costi delle sedi degli studi e nell’attivazione dei servizi connessi”.

“Ora il passaggio fondamentale – aggiunge l’assessore Saitta – sarà la discussione e la condivisione di questo progetto con le organizzazioni sindacali dei medici di famiglia”.

15 Febbraio 2019

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