Puglia. Intersindacale medici territorio: “Pronti a dare il nostro contributo ma le risposte tardano a venire”

Puglia. Intersindacale medici territorio: “Pronti a dare il nostro contributo ma le risposte tardano a venire”

Puglia. Intersindacale medici territorio: “Pronti a dare il nostro contributo ma le risposte tardano a venire”

Assemblea pubblica il 14 febbraio di Fimmg, Snami, Smi, FMT, Fimp, Cipe, Simpef, Sumai e Cisl Medici contro “il comportamento autoritario ed antisindacale tenuto negli ultimi mesi dal Dipartimento della Salute della Regione”. In vista possibili momenti di protesta, tra manifestazioni e scioperi.

Le organizzazioni sindacali della medicina generale, della pediatria di libera scelta, degli specialisti ambulatoriali e ospedalieri della Puglia si riuniranno in Assemblea Pubblica il 14 Febbraio per esprimere tutto il loro disagio a seguito del “comportamento autoritario ed antisindacale tenuto negli ultimi mesi dal Dipartimento della Salute della Regione Puglia” e per decidere i prossimi momenti di protesta, quali la manifestazione di piazza e lo sciopero. È quanto è stato deciso nella riunione di ieri che ha visto Fimmg, Snami, Smi, FMT, Fimp, Cipe, Simpef, Sumai, Cisl Medici, con tutti i Segretari Regionali e Provinciali, discutere insieme dell’attuale situazione politico sindacale, “che sta impattando in maniera assolutamente negativa sul lavoro dei medici, sull’offerta di salute ai cittadini, sui rapporti con i Distretti e le ASL”, spiegano in una nota.

“I comportamenti del Dipartimento della Salute non sono più tollerabili in un momento in cui la medicina generale, la pediatria di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali e ospedalieri si stanno adoperando con il massimo impegno e in condizioni di risorse umane limitate per garantire i servizi ai cittadini e per tenere in piedi il SSR pubblico”, proseguono Fimmg, Snami, Smi, FMT, Fimp, Cipe, Simpef, Sumai e Cisl Medici Puglia.

Le organizzazioni sindacali attendono di essere convocate dall’Assessore per essere ascoltate sullo “stato di disagio della medicina territoriale determinatosi a seguito degli atti dirigistici della tecnostruttura e per esprimere le proprie considerazioni in merito all’applicazione degli AIR, allo stato di attuazione degli ACN, alla mancata messa a terra degli Accordi Attuativi Aziendali della specialistica ambulatoriale, alla drammatica situazione del 118 e della Continuità Assistenziale, alla paradossale dinamica del Ruolo Unico – con medici presenti e non utilizzati o utilizzati ad uso e consumo dei Direttori di Distretto”.

“L’ unica cosa certa – conclude l’Intersindacale dei medici territoriali – è che, nell’interesse dei pazienti, non consentiranno più un comportamento autoritario e dirigista che proprio in un momento in cui si parla di modelli di Case della Comunità, Ospedali di Comunità, nuova offerta della Medicina Territoriale e liste d’attesa, nega di fatto proprio quel modello che a parole si vorrebbe costruire”.

04 Febbraio 2026

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