A Chieri il “Cottolengo hospice”, 21 posti letto per pazienti bisognosi di cure palliative

A Chieri il “Cottolengo hospice”, 21 posti letto per pazienti bisognosi di cure palliative

A Chieri il “Cottolengo hospice”, 21 posti letto per pazienti bisognosi di cure palliative
L’opera sarà pronta alla fine della prossima estate. Chieri è stata scelta come sede per tre motivi: a Chieri il santo Cottolengo ha trascorso la sua ultima settimana di vita ed è morto; la struttura è adeguata quanto a dimensioni ed è sostanzialmente pronta; la sua posizione copre un’area dove il fabbisogno non è ancora soddisfatto totalmente. Cirio: “La scelta del Cottolengo va nella direzione della sussidiarietà fondamentale per offrire risposte adeguate ai cittadini”.

Alla vigilia della XXIX Giornata Mondiale del Malato mercoledì 10 febbraio 2021, al Cottolengo di Torino, la Piccola Casa della Divina Provvidenza, insieme all’Arcidiocesi di Torino e alla presenza del Presidente della Regione Piemonte, ha annunciato l’avvio del progetto «Cottolengo Hospice» che sorgerà a Chieri (TO) presso la Casa Cottolengo (via Cesare Balbo 16).
 
L’Hospice, in coerenza con la mission cottolenghina, accoglierà 21 posti letto per pazienti bisognosi di cure palliative e della terapia del dolore soprattutto nella fase terminale della vita terrena. L’opera sarà pronta subito dopo la prossima estate. Alla presentazione sono intervenuti il padre generale della Piccola Casa, Don Carmine Arice, il Presidente della Regione Piemonte, Dott. Alberto Cirio, l’Arcivescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia, il Direttore generale dell’Ospedale Cottolengo, Avv. Gian Paolo Zanetta, e l’Amministratore delegato di Iren Energia, Dott. Giuseppe Bergesio.
 
“Quando sono stato eletto Padre Generale – sono le parole di Don Carmine Arice riprese da una nota – mi sono trovato immediatamente ad affrontare, sulla scia del servizio che precedentemente facevo presso la Conferenza Episcopale Italiana nell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute, un acceso dibattito su temi legati alla cura della persona nella fase terminale della vita. In quell’occasione ebbi modo di manifestare, in diverse circostanze e luoghi, riflessioni circa l’importanza di accompagnare a tutto tondo le persone che hanno bisogno di cure palliative e le loro famiglie, convinto che, come ci è stato ricordato domenica scorsa da Papa Francesco, che la risposta alla sofferenza dell’uomo – soprattutto quando è acuta – non è un ragionamento teorico, ma una presenza che si china sul malato con amore, tenerezza, concretezza e si prende cura di lui”.
 
L’Hospice, spiega la nota, sorgerà a Chieri per tre motivi:
– Il primo è dato dal fatto che a Chieri il santo Cottolengo ha trascorso la sua ultima settimana di vita ed è morto, dopo essersi infettato di tifo, curando i malati in una terribile epidemia del 1842. "Nel luogo dove San Giuseppe Benedetto Cottolengo è morto santamente", ha evidenziato padre Arice, "vogliamo accompagnare le persone a concludere la loro giornata terrena con dignità".
– La struttura è adeguata quanto a dimensioni ed è sostanzialmente pronta.
– La sua posizione copre un’area dove il fabbisogno non è ancora soddisfatto totalmente.
 
“L’esperienza quasi bicentenaria della Piccola Casa – ha proseguito Padre Arice – ci testimonia che è la compassione – nel senso etimologico del termine, “cum-patire” – il più grande antidoto alla domanda di morte che, non di rado, è generata da solitudine da inadeguato approccio terapeutico, con le necessarie cure palliative oltre che dalla mancanza di un accompagnamento psicologico e spirituale adeguato. Sono questi gli stessi principi che regolano la preziosa Legge 38 del 2010 concernente le Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore».
 
“Si tratta di un servizio molto atteso e richiesto – ha evidenziato l’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia – che intende favorire le cure terapeutiche e l’accompagnamento sanitario, umano e spirituale dei pazienti. La scelta del Cottolengo e della Diocesi di Torino di impegnarsi in questo campo credo sarà non solo accolta con grande favore dalle famiglie che hanno congiunti che si trovano nella dolorosa situazione del fine vita, ma anche dall’intero sistema sanitario pubblico e privato del nostro territorio”.

Mons. Nosiglia ha poi rivolto l’appello alla Regione Piemonte “affinché possa agevolare in ogni modo questa opera offrendo anche un supporto finanziario, insieme alla Diocesi e ai benefattori del Cottolengo, appropriato al costo complessivo di una realtà di eccellenza che fa onore alla sanità piemontese”. Infine l’auspicio “che anche tanti fedeli e le fondazioni bancarie contribuiscano a quest’opera con la loro preghiera e il loro apporto, anche modesto, ma che è pur sempre un segno di viva partecipazione a quest’opera che merita tutta la nostra solidarietà".
 
“La pandemia – ha detto il presidente della Regione Piemone, Alberto Cirio – ci ha insegnato che sulla sanità non si deve tagliare ma investire valorizzando in particolare sulla medicina territoriale. Il scelta del Cottolengo va nella direzione della sussidiarietà fondamentale per offrire risposte adeguate ai cittadini". Cirio ha poi espresso la necessità di adeguati sostegni pubblici alla sanità non profit.

11 Febbraio 2021

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