Aborto. Asl di Bari scriveva a donne sottoposte a IVG per augurare di non abortire più. Emiliano: “Fatto disdicevole”

Aborto. Asl di Bari scriveva a donne sottoposte a IVG per augurare di non abortire più. Emiliano: “Fatto disdicevole”

Aborto. Asl di Bari scriveva a donne sottoposte a IVG per augurare di non abortire più. Emiliano: “Fatto disdicevole”
Il presidente ha risposto in Consiglio a un'interrogazione in merito alla lettera che la Asl di Bari inviava alle pazienti sottoposte a Ivg per augurarle di non abortire più. “Il dg della Asl ha detto che si trattava di un modulo vetusto risalente alla precedente Amministrazione”.

“Un fatto alquanto disdicevole che fosse regola inviare quel tipo di modulo alle pazienti che io ho stigmatizzato pubblicamente all’epoca dei fatti”. Così il presidente della Giunta pugliese, e assessore alla Sanità, Michele Emiliano, ha commentato definito la lettera che la Asl di Bari aveva fatto recapitare a una paziente sottoposta a interruzione di gravidanza augurandole che “l'intervento cui è stata sottoposta in data odierna rimanga unico”. Un caso che si sarebbe ripetuto anche per le altre pazienti della Asl sottoposte ad Ivg.

La dichiarazione di Emiliano è arrivata dopo la sollecitazione del consigliere Cosimo Borracino, che aveva presentato una interrogazione a riguardo e che si era ritenuto insoddisfatto della risposta data da Emiliano all’Aula del Consiglio.

“In ottemperanza alla legge 22 maggio 1978, n. 194 – aveva spiegato Emiliano nel suo primo intervento -, la Regione Puglia, per il tramite del Comitato Punti nascita regionale, ha inteso riconoscere il diritto alla donna di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza in assoluta libertà e autonomia decisionale. “In particolare – ha riferito Emiliano – sulla base delle evidenze scientifiche in materia, è stato predisposto un provvedimento di Giunta regionale che organizzi meglio l’attività connessa, soprattutto quella farmacologica. Il dipartimento competente, alla luce delle necessità espresse dal Comitato Punti nascita, ha trasmesso una richiesta di parere ai Ministri affiancanti, il Ministro della salute e dell’economia, con particolare riferimento alla possibilità che le prestazioni riconducibili all’interruzione farmacologica possano essere erogate in regime di day hospital”.

“I Ministeri affiancanti – ha proseguito il presidente – hanno affermato che spetta alla Regione stabilire il percorso assistenziale idoneo per la donna che richiede l’interruzione volontaria di gravidanza, anche farmacologica, e definire, pertanto, quale sia il regime assistenziale più adeguato. Quindi, essendo di competenza regionale, con deliberazione di Giunta sono state approvate le linee guida sull’interruzione volontaria di gravidanza, definendone il modello organizzativo e contenente anche la nota informativa per la donna che richiede l’interruzione e il modello per il consenso informato, secondo la normativa vigente, e l’obbligo per i direttori generali delle Aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e degli enti di garantire il rispetto di quanto stabilito dall’accordo Stato-Regioni. Infine sono state richiamate le direzioni generali delle ASL, delle aziende ospedaliere e degli enti del Servizio sanitario regionale ad una puntuale osservanza delle disposizioni di Giunta”.

Per Borraccino la risposta di Emiliano era tuttavia insoddisfacente, perché lo scopo dell’interrogazione era di sapere se “l’assessore alla sanità fosse a conoscenza della lettera fatta recapitare dalla Asl ad una donna che aveva interrotto la gravidanza per dire che quello è un atto sbagliato e che è un atto che la prossima volta tu non devi ripetere”. “Quindi – ha evidenziato Borraccino – mi appello al presidente Emiliano come persona progressista perchè non si verifichino più queste situazioni vigilando sui direttori generali delle ASL”.

Il presidente Emiliano a questo punto ha tenuto a precisare che è “un fatto alquanto disdicevole che fosse regola inviare quel tipo di modulo alle pazienti che io ho stigmatizzato pubblicamente all’epoca dei fatti, che è stato giustificato dal direttore generale della ASL dal fatto che si trattava di un modulo vetusto risalente ripeto dalla precedente Amministrazione”. “Dopodiché credo – ha concluso Emiliano – che fare la domanda a me, se ritengo giusto o no che quella lettera sia stata spedita, sinceramente mi sembra politicamente un po’ superfluo. Comunque io penso che non sia giusto e in questa maniera mi sono orientato, ma già molti mesi fa”.

18 Gennaio 2017

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