Abruzzo. Anaao: “Il nostro sistema sanitario rischia l’involuzione”

Abruzzo. Anaao: “Il nostro sistema sanitario rischia l’involuzione”

Abruzzo. Anaao: “Il nostro sistema sanitario rischia l’involuzione”
Secondo il sindacato utenti ed operatori della regione “corrono in questo momento il rischio di ritrovarsi con un sistema sanitario regionale inefficace ed inefficiente”. “Fermi tutti i progetti di riqualificazione e riconversione delle strutture ed ora si prospetta anche un taglio del 50% del personale a tempo determinato”.

“Preservare il sistema sanitario regionale dal pericolo di una sua disgregazione per tutelare la salute dei cittadini abruzzesi ed assicurare il lavoro e la sicurezza  dei dirigenti medici e di tutti gli operatori della sanità”. È questo l’impegno che il consiglio regionale dell’Anaao Assomed,  si è posto come obiettivo sottolineando che in Abruzzo  “dalla iniziale fase propositiva si sta passando ad una condizione di stagnazione e di sostanziale involuzione rispetto al passato”.
 
“In qualità di principale sindacato rappresentativo della categoria dei medici dirigenti – si legge in una nota della segretaria regionale – ritiene che utenti ed operatori corrano in questo momento il rischio di ritrovarsi con un sistema sanitario regionale inefficace ed inefficiente. Le iniziative che avrebbero dovuto essere motivo di sviluppo sono oggi completamente ferme, se non addirittura involute, come la crescita in termini di prestazioni degli ospedali principali, la riconversione e la specializzazione delle strutture sanitarie più piccole attraverso politiche di investimento sul personale e innovazione delle apparecchiature, il miglioramento e la diffusione delle strutture territoriali anche con l’attivazione di percorsi d’integrazione ospedale-territorio, il recupero dell'attività riabilitativa nella medicina pubblica  per anni relegata ad un privato accreditato avido di guadagni”.
 
“È notizia di qualche giorno fa – scrive ancora l’Anaao abruzzese – che occorrerà ridurre al 50% il personale a tempo determinato rispetto a quello utilizzato nel 2009: questo vuol dire ridurre le prestazioni ed avviare la chiusura di reparti e di strutture ambulatoriali, a causa del licenziamento di molti giovani colleghi precari, situazione inimmaginabile con governi progressisti”.
 
“Se a questo si aggiunge che il sistema sanitario pubblico non riesce ad acquistare un nuovo apparecchio per la risonanza o che dopo tre anni dalla aggiudicazione della gara non si riesce ad aprire una nuova sala angiografia – sottolinea ancora l’Anaao – si capisce come sia impossibile abbattere le liste d'attesa ambulatoriali e chirurgiche nella nostra regione”.
 
“L'assenza di strutture riabilitative post-ricovero o strutture territoriali uniformemente diffuse sul territorio, che in alcune regioni esistono da anni, rappresenta – nota ancora ilo sindacato – una condizione insormontabile per i nostri pronto soccorso, stretti fra la riduzione dei posti letto ospedalieri al 3.7 x mille abitanti, imposta dalla politica nazionale, e la costante richiesta dell'utenza”.
 
“L'Abruzzo – scrive ancora il sindacato – non ha bisogno di mega ospedali, della cui inaugurazione avranno memoria forse i nostri nipoti, così come non necessità di Aziende Universitarie, riconosciute fallimentari da un punto di vista dei costi e chiuse in molte regioni d'Italia. Piuttosto, considerando che la qualità delle prestazioni sanitarie fornite, come confermato recentemente dal rapporto OCSE, è di ottimo livello, occorrono progetti organizzativi condivisi con i Dirigenti e gli altri operatori sanitari per recuperare il tempo perduto ed evitare il rischio della disgregazione del Sistema Sanitario Pubblico”.

21 Marzo 2015

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