Abruzzo. Riordino rete ospedaliera, l’intersindacale sanitaria ha le sue proposte. Chiesto incontro a D’Alfonso

Abruzzo. Riordino rete ospedaliera, l’intersindacale sanitaria ha le sue proposte. Chiesto incontro a D’Alfonso

Abruzzo. Riordino rete ospedaliera, l’intersindacale sanitaria ha le sue proposte. Chiesto incontro a D’Alfonso
Ok all’Asl unica per omogeneizzare i servizi territoriali e unificare le centrali di spesa. No alla nascita di 4 ospedali di I° livello soltanto. Per l’intersindacale la rete dovrebbe contare 4 presidi di I° livello, 2 presidi di II° livello e 4 presidi di base. E le strutture ospedaliere rimanenti sono da “ri-classificare”. LE PROPOSTE DELL’INTERSINDACALE

“Chiediamo un incontro per permettere alle sigle sindacali degli operatori sanitari abruzzesi e ai rappresentanti dei cittadini abruzzesi, come Cittadinanzattiva, di confrontarsi sul progetto di riordino della rete ospedaliera da voi preparato, che tratta un tema importante e fondamentale per la tutela della salute nella nostra Regione”. La richiesta arriva dall’Intersindacale sanitaria abruzzese ed è contenuta in una lettera indirizzata al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso.

Si tratta di un sollecito, per la precisione, perché l’intersindacale, si ricorda nella lettera, aveva già chiesto, “senza ottenere”, una convocazione, e a riguardo si era fatto garante “più di un mese fa” l’Assessore alla Programmazione Sanitaria Silvio Paolucci. “Purtroppo ad oggi – scrive l’intersindacale a D’Alfonso – non siamo stati ancora ascoltati ma speriamo che il progetto della Sua Amministrazione, anticipato al Ministero della Salute alcuni giorni fa, non risenta dell’influsso delle lobbies, anche quelle esistenti nel mondo sanitario, che con i loro interessi particolari tanto peso negativo hanno avuto e rischiano di avere ancora nella storia della sanità del nostro Abruzzo”.

L’incontro sarebbe anche l’occasione, per l’intersindacale, di presentare al presidente della Regione le proprie proposte per il riordino della Rete ospedaliera, che secondo le indiscrezioni dovrebbe prevede una Ausl unica e quattro ospedali di 1° livello nei quattro capoluoghi di Provincia che sarebbero dotati equamente di alte specializzazioni medicochirurgiche programmando nell’arco di due/tre anni la nascita di due ospedali di 2° livello.

Nel documento dell’Intersindacale, già inviato il 30 settembre a D’Alfonso, si condivide l’ipotesi di una Asl unica “poiché – spiega l’intersindacale sanitaria – questa soluzione significherebbe omogeneizzare l’erogazione dei servizi sanitari territoriali attualmente non garantiti allo stesso modo in ogni angolo della nostra Regione e porterebbe all’unificazione delle centrali di spesa ottimizzando le risorse disponibili per finalizzarle a migliorare lo standard assistenziale da assicurare ai nostri corregionali”.

Contraria, invece, l’intersindacale, all’ipotesi di nascita, per il momento, di quattro ospedali di 1° livello soltanto. Per l’intersindacale la rete dovrebbe contare 4 presidi di I livello (ad Avezzano, Giulianova, Lanciano, Sulmona), 2 presidi ospedalieri di II livello (uno a Chieti-Pescara e l’altro a L’Aquila Teramo) e 4 presidi di base (Atessa, Castel di Sangro, Sant’Omero, Vasto). Da “ri-classificare”, infine, le strutture ospedaliere rimanenti (Atri, Ortona, Penne, Popoli) che, secondo l’intersindacale sanitaria, “potrebbero perdere la loro autonomia gestionale e far parte della nuova rete ospedaliera diventando sedi erogative distaccate di altre strutture ospedaliere nel rispetto della dotazione dei posti letto previsti, magari ospitando posti letto per interventi chirurgici programmati e anche posti letto post acuzie pari allo 0,7 per mille in lungodegenza o in riabilitazione ospedaliera (unità spinali, grave cerebrolesi e neuro-riabilitazione) oppure diventare in parte presidi di cure intermedie territoriali (ospedali di prossimità come nella Regione Lazio) o ospedali di comunità”.

21 Ottobre 2015

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