Abruzzo: sul deficit è bufera su Chiodi

Abruzzo: sul deficit è bufera su Chiodi

Abruzzo: sul deficit è bufera su Chiodi
Dopo la scoperta di un buco sanitario da 360 milioni la giunta Chiodi è nell’occhio del ciclone. Il presidente della commissione su disavanzi sanitari Leoluca Orlando ha chiesto chiarimenti al governatore mentre l’Idv accusa: “Il debito? Chiodi lo chieda ai suoi”. E intanto per ripianare il deficit dal 1° gennaio la benzina costerà 2 centesimi in più.

Dopo la riunione del 2 dicembre presso il ministero della Salute per fare il punto sul Piano di rientro e l’attestazione di un deficit di bilancio per il 2009 da 360 milioni (in funzione della riscontrata pregressa distrazione sia di risorse 2004, 2005 e 2006 di fondo sanitario sia di risorse per la copertura del disavanzo 2006) la giunta abruzzese guidata da Gianni Chiodi non si può certo dire che viva la sua stagione più serena. Dose rincarata dalla previsione di un deficit per il 2010 di 5 milioni di euro. Così pronta è giunta la richiesta a Chiodi da parte di Leoluca Orlando, presidente della Commissione sui disavanzi sanitari, di chiarimenti in ordine a quanto evidenziato dalla stampa sul deficit sanitario e sullo stato e le prospettive di rispetto del Piano di Rientro.
Ma l’opposizione in Regione vuole vederci chiaro e rimanda al mittente le dichiarazioni del governatore che aveva indicato i responsabili nei suoi predecessori. "Ormai da una settimana il presidente Chiodi tiene banco con il buco della Sanità – ha dichiarato Cesare D'Alessandro (dell’IdV – Chiodi si è quasi dimesso, a suo dire, e si è quasi subito pentito solo di averlo detto; poi, giù subito un profluvio di frasi indignate sui debiti accumulati dai suoi predecessori. Per concludere, l’assicurazione solenne che avrebbe evitato nuove tasse a carico degli abruzzesi, il tutto entro il prossimo dicembre 2010”. Per l’Idv il debito “è quasi interamente di marca berlusconiana. Addirittura ben 230 milioni sono relativi alla “distrazione quota fondo sanitario 2004 e 2005”. “E ancora – incalza – a dimostrazione, come risulta chiarissimo dalla lettura del comma 98, art. 2, della Finanziaria 2009, l’anticipo di 200 milioni da parte del Governo, con cui si vorrebbe coprire il nuovo deficit, può essere richiesto solo per i disavanzi registrati sino al 31 dicembre 2005. Una circostanza che toglie ogni possibile dubbio su chi siano i veri responsabili del debito: gli stessi che oggi siedono vicino a Chiodi” “Quindi, caro Presidente, – conclude il consigliere Idv – se proprio vuol sapere come sono stati fatti quei debiti, vada a chiederlo a Pace, al suo Assessore Castiglione, agli altri suoi colleghi di maggioranza, che governavano allora e governano oggi”.
Le accuse su chi far ricadere le responsabilità, però, non serviranno ai cittadini per risparmiare. Dal 1° gennaio, per ripianare il deficit, rincarerà di 2 cent al litro la benzina e verranno effettuati ulteriori tagli alla spesa. Il tutto, secondo la giunta, consentirà di recuperare 13 milioni di euro, la cifra della rata annuale per il rimborso del prestito di 200 milioni concesso dallo Stato che sommati ai 160 milioni di Fondi Fas consentiranno all’Abruzzo sì di ripianare il deficit ma di restare al palo.
 
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14 Dicembre 2010

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