Aggressione all’Aou di Bologna su 5 sanitari e una guardia al PS

Aggressione all’Aou di Bologna su 5 sanitari e una guardia al PS

Aggressione all’Aou di Bologna su 5 sanitari e una guardia al PS
“Eventi di violenza che non possono essere tollerati in alcun modo. Allo studio la sperimentazione di un gilet protettivo dotato di dispositivi anti aggressione che inibiscono il contatto fisico. Se la sperimentazione sarà fruttuosa allora l’esperienza si potrà estendere” . Dichiara la dg dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna. In una nota interviene anche la Cisl

Aggredisce 5 sanitari e una guarda al Pronto Soccorso. Sull’episodio è intervenuta con una nota l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna, spiegando che oltre a fornire solidarietà agli operatori procederà con la denuncia per interruzione di pubblico servizio, danneggiamento e anche stalking, dato che l’uomo non era nuovo a comportamenti aggressivi all’interno del Pronto Soccorso.

L’Ufficio Legale dell'Azienda è inoltre a disposizione degli operatori per fornire tutto il supporto nel caso volessero sporgere denuncia.

“Eventi di violenza che non possono essere tollerati in alcun modo – ha dichiarato Chiara Gibertoni, direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna – e il tema della sicurezza degli operatori è al centro dell’attenzione e insieme alle organizzazioni sindacali stiamo cercando ulteriori azioni oltre a quelle messe in campo fino ad ora. È evidente che gli sforzi compiuti non sono ancora sufficienti. Allo studio la sperimentazione di un gilet protettivo dotato di dispositivi anti aggressione che inibiscono il contatto fisico. Se la sperimentazione sarà fruttuosa allora l’esperienza si potrà estendere”.

Anche la Cisl-Funzione Pubblica è intervenuta sull’ennesima aggressione in un ospedale della città. “La priorità per le Direzioni Generali dovrebbe essere quella di attuare tutte le misure presenti nelle linee guida regionali per tutelare la salute dei professionisti della nostra Sanità” scrive il Sindacato, aggiungendo che: “il problema della sicurezza nei Pronto Soccorso non può essere solo delle Direzioni Sanitarie ma coinvolge tutte le istituzioni del territorio”.

03 Febbraio 2020

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