Al Belcolle di Viterbo il primo intervento di neurochirurgia su paziente sveglio

Al Belcolle di Viterbo il primo intervento di neurochirurgia su paziente sveglio

Al Belcolle di Viterbo il primo intervento di neurochirurgia su paziente sveglio
La metodica viene eseguita solo in pochi centri in Italia. A supporto del livello di complessità e della elevata qualità delle prestazioni che l’area di neuroscienze e degli organi di senso richiede, la Regione Lazio ha stanziato la somma di 3,7 milioni per l’attivazione a Belcolle dell’Unità di trattamento neurovascolare e per l’acquisto dell’acceleratore lineare.

Eseguito nei giorni scorsi dall’équipe dell’unità operativa di Neurochirurgia, diretta da Riccardo Ricciuti, il primo intervento a Belcolle di asportazione di una lesione cerebrale in una paziente sveglia. L’intervento ha richiesto l’attivazione di un team multispecialistico che, oltre al neurochirurgo, ha visto la partecipazione di un anestesista, di un neurologo e dello psicologo che ha preparato e testato la paziente nel corso della procedura.

“La metodica di chirurgia da sveglio, o awake surgery, – commenta Ricciuti in una nota diffusa dalla Asl di Viterbo – viene effettuata laddove ci sia la necessità di asportare una lesione in zone funzionali del cervello (preposte alla parola e alle attività motoria o cognitive). Lesioni che, fino a qualche tempo fa, erano definite inoperabili. Questo tipo di chirurgia viene eseguita solo in pochi centri in Italia e rappresenta sicuramente un approccio terapeutico multidisciplinare di elevatissima qualità e tecnologia. Il beneficio per il paziente che si sottopone a un intervento di awake surgery è notevole in quanto, nel rimuovere la lesione, il neurochirurgo può ridurre al minimo gli effetti collaterali, perché, mentre opera, controlla la reazione del paziente stesso e, laddove si dovessero verificare dei disturbi, può decidere di interrompere la procedura. In tutto questo è importante il lavoro in team con gli altri specialisti, anche nella fase preoperatoria, per la valutazione clinica e psicologica del paziente al trattamento”.

Il risultato, precisa la Asl, è stato raggiunto grazie anche all’esperienza maturata da Ricciuti in cinque anni di applicazione della metodica, nella sua precedente esperienza lavorativa ad Ancona, e a all’investimento in tecnologia che la Asl sta destinando a tutta l’area di neuroscienze e degli organi di senso. Un progetto aziendale, presentato lo sorso ottobre, che vede la partecipazione di numerose unità operative, al fine di potenziare e implementare nuovi percorsi di presa in carico, con particolare riferimento ai bisogni di salute dei pazienti oncologici.

A supporto del livello di complessità e della elevata qualità delle prestazioni che l’area richiede, la Regione Lazio ha stanziato la somma di 3milioni e 700mila euro per l’attivazione a Belcolle dell’UTN, l’Unità di trattamento neurovascolare, o Stroke unit, e per l’acquisto dell’acceleratore lineare.

“L’acceleratore – conclude Ricciuti – è come un bisturi invisibile che consente di irradiare ad alta potenza, con una estrema precisione, le lesioni molto piccole, anche vicino alle strutture cerebrali importanti, permettendo l’irraggiamento solo alla patologia e non alla struttura fisiologica. Questa strumentazione, attesa da anni nella Tuscia, è di altissimo valore tecnologico ed è determinante al fine di terminare il percorso terapeutico nei pazienti con tumore, in particolare per i pazienti neurochirurgici”.

02 Marzo 2018

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