Al Careggi +17% prostatectomie radicali robotiche durante il lockdown

Al Careggi +17% prostatectomie radicali robotiche durante il lockdown

Al Careggi +17% prostatectomie radicali robotiche durante il lockdown
213 prostatectomie radicali robotiche da marzo a maggio 2020, rispetto alle 182 dello stesso periodo dell’anno precedente. “A causa della riduzione di quasi la metà degli interventi non oncologici durante il lockdown è stato possibile concentrare le risorse tecnologiche e professionali, altamente specializzate, nella chirurgia urologica oncologica”

La chirurgia urologica dell’Azienda ospedaliero universitaria Careggi di Firenze ha aumentato del 17% gli interventi per tumore prostatico al tempo del lockdown con 213 prostatectomie radicali robotiche da marzo a maggio 2020, rispetto alle 182 dello stesso periodo dell’anno precedente. Il dato è stato presentato al Convegno ‘Nuove evidenze nella diagnosi e terapia del carcinoma prostatico’.

“L'evento – ha dichiarato il presidente del convengo professor Marco Carini direttore del Dipartimento oncologico e di chirurgia a indirizzo robotico dell'Azienda Careggi – è il primo congresso urologico in Italia dall’inizio della pandemia da Covid-19, un segnale importante che conferma la continuità della ricerca e della didattica in ambito urologico nell’ospedale universitario di Careggi che è stato in grado, fra i pochi a livello internazionale, di incrementare alcune attività a fronte di una fisiologica generale riduzione a causa delle limitazioni imposte dalle misure di prevenzione dell’infezione da Coronavirus”.

“Durante i mesi di lockdown – aggiunge il professor Sergio Serni, responsabile scientifico del convengo insieme al dottor Mauro Gacci e direttore della chirurgia urologica robotica e dei trapianti renali di Careggi – nonostante le difficoltà organizzative dovute alla pandemia, siamo riusciti a mantenere un elevato standard assistenziale per tutti i malati oncologici, garantendo la massima sicurezza dei pazienti, dei loro familiari e di tutti gli operatori sanitari”.

“A causa della riduzione di quasi la metà degli interventi non oncologici durante il lockdown – spiega il dottor Gacci, dirigente medico di Careggi e membro del Comitato delle linee guida europee per la cura e lo studio della patologia prostatica – è stato possibile concentrare le risorse tecnologiche e professionali, altamente specializzate, nella chirurgia urologica oncologica, assicurando non solo il mantenimento delle prestazioni, ma anche un aumento delle attività”.

“È la conferma – ha concluso – dell’impegno dell’Azienda ospedaliero universitaria Careggi nella chirurgia robotica urologica, la prima in Italia con circa 700 interventi di prostatectomia radicale all'anno, numero in incremento costante negli ultimi 10 anni”.

08 Ottobre 2020

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