Al cinema in ospedale. Inaugurata al Gemelli di Roma una vera e propria sala cinematografica

Al cinema in ospedale. Inaugurata al Gemelli di Roma una vera e propria sala cinematografica

Al cinema in ospedale. Inaugurata al Gemelli di Roma una vera e propria sala cinematografica
Il progetto nasce da un'iniziativa di MediCinema Italia Onlus, che ha raccolto fondi per 500mila euro. Prevista una programmazione settimanale, divisa tra adulti e bambini e organizzata anche in base al tipo di patologia. Tutto all’insegna di un comun denominatore: l’umanizzazione delle cure.

Inaugurata oggi, presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, la prima sala cinematografica allestita all’interno di una struttura ospedaliera italiana. Garantisce una capienza di 130 posti e nasce da un’iniziativa di MediCinema Italia Onlus che ha organizzato un raccolta fondi in grado di reperire 500mila euro, cioè la cifra necessaria a supportare i lavori. Il progetto ha ricevuto, inoltre, il sostegno di Walt Disney Company Italia, di UbiBanca e di RaiCinema. Costruita tra l’8° e il 9° piano del complesso, può accogliere anche pazienti non autosufficienti, a letto oppure in sedia rotelle. Al termine della cerimonia è stato proiettato, in anteprima, il nuovo film Disney ‘Il libro della giungla’.

Prevista una programmazione settimanale, divisa tra adulti e bambini e organizzata anche in base al tipo di patologia. Tutto all’insegna di un comun denominatore: l’umanizzazione delle cure. “Per i più piccoli saranno ideati dei percorsi che si traducano in importanti esperienze – ha spiegato Fulvia Salvi, presidente di MediaCinema Italia Onlus – Per esempio, prima di una proiezione avvenuta la scorsa settimana, sono stati truccati per immergerli funzionalmente nella storia. Per i più grandi verranno studiati i contenuti più aderenti alla terapia, con il contributo degli psicologi e dell’apparato medico. Obiettivo complessivo è promuovere l’innovazione nella terapia del sollievo e nella ricerca scientifica a essa collegata”.

Il Direttore generale della Fondazione Gemelli, Enrico Zampedri, ha celebrato “il magnifico gioco di squadra che in pochi mesi ha permesso la realizzazione di questo straordinario progetto. Basti pensare che tre mesi fa la struttura era soltanto un cantiere. E, durante una proiezione avvenuta giovedì scorso, ho assistito a una scena commovente: un bambino malato che, per la prima volta nella sua vita, accedeva a una sala cinematografica”. Daniel Frigo, amministratore delegato di The Walt Disney Company Italia, ha ossevato che “La ‘Compassion’, ossia il portare la magia dell’intrattenimento ai bambini e alle famiglie in stato di difficoltà, è un valore fondamentale per la nostra company. Per questo motivo, da diversi anni, intratteniamo un rapporto professionale con MediCinema, sia in Italia che in Inghilterra. Nel 2014 abbiamo dato il via a una campagna di consapevolezza e raccolta fondi per la realizzazione del MediCinema al Gemelli, coinvolgendo varie celebrities e lanciando una serie di iniziative fra cui la possibilità di utilizzare immagini tratte dal film Disney Big Hero 6 per le riprese dello spot che Giuseppe Tornatore ha donato alla Onlus. E’ meraviglioso assistere al progetto ultimato e averlo festeggiato di recente con la prima proiezione all’interno del MediCinema del film Disney Zootroopolis che è stata dedicata ai bambini dell’ospedale e alle loro famiglie”.
 
Il preside della Facoltà di Medicina, Rocco Bellantone, ha ripercorso la storia dello spazio che inaugura la neonata sala cinematografica. “E’ stata per decenni una delle più antiche aule di insegnamento. Oggi conferma la sua funzione di socializzazione, poiché il cinema svolge un ruolo nodale in questo senso. La cinematerapia costituisce, infatti, un fondamentale percorso scientifico che permette di migliorare l’esito delle cure. L’obiettivo è affiancare alla ‘terapia del sollievo’, che somministreremo ai nostri degenti, grandi e piccoli, all’interno dell’innovativa sala cinematografica, l’attività di ricerca che attraverso protocolli clinici allo studio ci porterà a misurare, anche grazie al contributo di altri centri ospedalieri”.
 
Gennaro Barbieri
 

Gennaro Barbieri

13 Aprile 2016

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