Alle cliniche virtuali oculistiche dell’Ausl di Bologna il premio Agenas-Sics

Alle cliniche virtuali oculistiche dell’Ausl di Bologna il premio Agenas-Sics

Alle cliniche virtuali oculistiche dell’Ausl di Bologna il premio Agenas-Sics
Le Cliniche Virtuali rappresentano un innovativo modello di medicina di prossimità oculistica, digitale e dematerializzata, nonché un utile contributo per abbattere le liste d’attesa in oculistica. Il Dg Bordon: “Un grande lavoro squadra che ha coinvolto le equipe dell’Oculistica, dell’Ingegneria clinica, il board di telemedicina, l’ICT, ovvero centinaia di professionisti dell’Azienda USL di Bologna, ogni giorno impegnati per migliorare i servizi offerti ai pazienti”.

L’Azienda USL di Bologna si aggiudica il premio Agenas-Sics e fa scuola a livello nazionale con un modello di telerefertazione che garantisce ai pazienti il follow up in prossimità del domicilio, nonché una maggiore aderenza alle terapie. Tra gli altri benefici anche la riduzione dell’impatto ambientale dovuta al calo delle emissioni di CO2 per la contrazione dei tragitti con cui i pazienti accedono agli esami oculistici

Nell’ambito dell’iniziativa “Innovazione in sanità digitale”, organizzata da Agenas in collaborazione con la Sics (Società Italiana di Comunicazione Scientifica e Sanitaria), il progetto delle Cliniche virtuali oculistiche è infatti risultato vincitore del premio “Innovatività del progetto in relazione all’uso dell’ICT – concretezza – sostenibilità e replicabilità”. A ritirare il premio, a Roma, Paolo Bordon, Direttore generale dell’Ausl, in rappresentanza dell’ampio gruppo di lavoro dell’Azienda USL di Bologna che ha reso possibile, ad oggi, la nascita di 3 Cliniche virtuali oculistiche presso gli ospedali di Bazzano, Bentivoglio e San Giovanni in Persiceto.

“Anche questo premio, che non è il primo ricevuto dal progetto – commenta in una nota Paolo Bordon, Direttore generale dell’Azienda USL di Bologna – è l’esito di un grande lavoro squadra che ha coinvolto le equipe dell’Oculistica, dell’Ingegneria clinica, il board di telemedicina, l’ICT, ovvero centinaia di professionisti dell’Azienda USL di Bologna, ogni giorno impegnati per migliorare i servizi offerti ai pazienti di tutto il territorio bolognese. Questa innovativa soluzione organizzativa – sottolinea il Direttore generale – rappresenta un utile contributo anche per abbattere le liste d’attesa in oculistica”.

“Siamo dunque – prosegue il Dg – particolarmente orgogliosi del riconoscimento di AGENAS che corrisponde gli sforzi messi in campo per raggiungere questo importante risultato. A ciascuno dei professionisti convolti vanno i miei complimenti. È infatti grazie ad ognuno di loro che oggi l’Azienda sanitaria si colloca tra le Aziende più innovative e sostenibili d’Italia”.

“Questo ulteriore riconoscimento al modello delle cliniche virtuali conferma che la direzione è quella giusta, una direzione che la motivazione stessa del premio sintetizza perfettamente: innovatività, concretezza, sostenibilità e replicabilità. La nostra sanità deve rispondere nella maniera più efficace possibile alla presa in carico dei cittadini e questo è il modello organizzativo verso il quale si tenderà in misura sempre maggiore”. Così ha commentato la notizia del premio Raffaele Donini, Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna.

L’Azienda USL di Bologna, si legge nella nota della Ausl, “è la prima azienda sanitaria in Italia ad aver sperimentato il modello organizzativo delle Cliniche Virtuali Oculistiche: realtà ospedaliere senza confini in grado di raggiungere le persone in prossimità del domicilio senza perderà la qualità del servizio. Queste realtà si compongono di Spoke diagnostici periferici, dislocati strategicamente sul territorio ed inseriti in una rete di telemedicina Hub and Spoke. Le Cliniche Virtuali rappresentano, dunque, un innovativo modello di medicina di prossimità oculistica, digitale e dematerializzata, che comporta consistenti miglioramenti nella gestione dei pazienti e nella ottimizzazione del loro percorso di cura”.

Questo innovativo modello organizzativo, che ha comportato per l’Azienda USL di Bologna un investimento di circa un milione di euro, ha previsto l’acquisizione di strumenti di ultima generazione e tecnologie all’avanguardia per consentire la telerefertazione dal centro Hub che ha sede presso l’Ospedale Maggiore. In questo modo, i pazienti con patologia oculare cronica possono eseguire esami e test diagnostici sul territorio, interfacciandosi con gli infermieri e i professionisti sanitari presenti nelle singole Cliniche Virtuali, ricevendo comodamente il referto sul Fascicolo Sanitario Elettronico non appena refertato dal medico specialista presente nel centro Hub.

“Il progetto – conclude l’Ausl – rappresenta dunque una soluzione vincente su diversi fronti: garantisce il follow up dei pazienti con patologie oculari croniche in prossimità del loro domicilio, favorendone una maggiore adesione; rappresenta un vantaggio logistico e organizzativo per pazienti e caregiver di soggetti fragili distribuiti sull’intero territorio; consente un’ottimizzazione delle risorse aziendali promuovendo peraltro la sostenibilità ambientale. Tra i benefici, infatti, si riscontra anche la riduzione delle emissioni di CO2 dovute ai lunghi tragitti che, precedentemente, i pazienti residenti fuori città dovevano percorrere per accedere agli esami diagnostici, che un tempo era possibile eseguire unicamente presso il centro Hub dell’Ospedale Maggiore. Non da ultimo, questa innovativa soluzione organizzativa consente una reale continuità assistenziale tra ospedale (dove il paziente viene seguito nella fase acuta) e territorio (dove il paziente cronico esegue il periodico follow up), dando sostanza a quanto delineato nel DM77”.

24 Novembre 2023

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